Prima l'annuncio di un nuovo metodo: «Se Comune e Soprintendenza lavorano bene insieme al momento di assegnare le aree per i parcheggi, si possono evitare molti disagi per i cittadini e per le imprese». Poi uno sguardo al passato: «II via libera per il cantiere in piazza Meda non l'avrei mai dato». L'assessore alla Mobilità, Edoardo Croci, si è trovato a gestire un cantiere che sta accumulando costi sempre più alti e provocando disagi ai cittadini. Per questo, prima dell'estate, ha incontrato i responsabili delle Soprintendenze per i beni archeologici e architettonici. Obiettivo: studiare un nuovo metodo di lavoro. Spiega Croci: «C'è piena disponibilità a collaborare cambiando radicalmente la logica del lavoro». Ovvero: «Agire in modo preventivo con un'analisi seria, approfondita e trasparente in cui si valutano i rischi, in modo che certe localizzazioni siano escluse a priori». L'indicazione si riferisce al nuovo piano parcheggi che il Comune metterà a punto nei prossimi mesi: «Ora in piazza Meda ci sono gravi disagi per i cittadini, dovremo cercare di provvedere al meglio. In questo momento la palla è in mano alla Soprintendenza e al ministero, a cui chiediamo di accelerare il più possibile. Subiamo scelte non nostre, che abbiamo ereditato». Scelte fatte durante la giunta Albertini, di cui faceva parte l'ex assessore Giorgio Goggi, che spiega: «Per piazza Meda ci furono gli scavi preventivi, che non evidenziarono rischi. Senza un pronunciamento della Soprintendenza non avremmo datola concessione, come impone il decreto 42 del 2004 che ai Beni archeologici conoscono benissimo».