Forti disagi per i ritardi nei lavori. Il dossier inviato al ministero. Croci: io non avrei mai dato l'ok per piazza Meda Ceresa Mori: ignorati i rischi archeologici «Nel 2000 la giunta avvia la mappa ma ha dato lo stesso le licenze» La Soprintendenza: la giunta Albertini conosceva la mappa, ma ha dato le autorizzazioni I kmer ài progetti innati al ministero POLEMICA II cantiere tra piazza Meda e corso Matteotti, bloccato dopo la scoperta di un antico quartiere romano Box e ritardi nei lavori, è scontro tra Soprintendenza e Comune. Ceresa Mori «ignorati i rischi archeologici». Nel «2000 la giunta Albertini aveva la mappa ma ha dato lo stesso le licenze». Redatto un dossier, inviato al ministero. E sarà ora il ministero a decìdere sul parcheggio di piazza Meda. Doveva essere già finito nella prima metà di quest'anno. Ma l'ultima porzione delle verifiche archeologiche è partita il 12 aprile scorso. Già scopèrti i resti di una conceria, una strada antichissima e una vasca con intonaco e dipinti. Morale: ci vorranno almeno altri sei mesi di scavi, e tre anni di lavori. Con un'incognita: se i reperti dovessero essere conservati lì dove sono, impedirebbero la realizzazione della rampa d'accesso, e quindi una complessa modifica del progetto già approvato. E, intanto, scoppia il caso del museo Archeologico. A causa della muffa e dei pochi spazi presenti, «migliaia di reperti restano chiusi nei magazzini». Sul parcheggio dì piazza Meda deciderà-il ministero. Doveva essere già finito nella prima metà di quest'anno. I posti auto sono 522. Ma l'ultima porzione delle verifiche archeologiche (circa 1.400 metri quadri su un totale di 4 mila) è partita il 12 aprile 2007. Sono stati già scoperti i resti di una conceria, una strada antichissima e una vasca con intonaco e dipinti (resti del IV e V secolo dopo Cristo). Ci vorranno altri mesi di scavi, poi almeno tre anni di lavori. Con un'incognita: se i reperti dovranno essere conservati lì dove sono, impediranno la realizzazione della rampa d'accesso e, di conseguenza, sarebbe necessaria una complessa modifica del progetto. Al termine degli scavi partirà un dossier per il ministro Francesco Rutelli. La decisione finale, su ritrovamenti di rilevanza storica come quelli di piazza Meda, spetta per competenza a Roma. Ma nel fuoco di accuse tra costruttori, Comune e Soprintendenza si dimentica spesso un elemento chiave. Nel 2000 l'autorità che vigila sui beni archeologici ha inviato a Palazzo Marino la «mappa del rischio»: una carta delle aree in cui l'ipotesi di trovare i resti della Mediolanum romana (con conseguente ritardo nei lavori e aumento dei costi) è altamente probabile. Nel caso di piazza Fontana, ad esempio, la costruzione di un parcheggio è stata accantonata dopo i pareri della Soprintendenza. Invece per via Zecca Vecchia, a pochi passi dalla Pinacoteca Ambrosiana, dove da secoli è sepolto il Foro Romano, la macchina al momento è ferma in attesa di una perizia. Diverso il caso di piazza Meda, in cui il bubbone è già esploso. La concessione definitiva del parcheggio in Project fìnancing ai privati avviene dopo il parere preventivo della Soprintendenza, rilasciato in base a una serie di saggi preliminari su un venti per cento della superficie: «In quel caso spiega Anna Ceresa Mori, ispettrice della Soprintendenza per i Beni archeologici il nostro parere fu parziale. Per motivi di viabilità le indagini preventive si sono svolte in una porzione inferiore di terreno e abbiamo indicato la probabilità di altri ritrovamenti». Per quanto riguarda i cantieri privati, spiega ancora Ceresa Mori, «nel rapporto con il Comune è stato possibile realizzare una pacifica convivenza tra le esigenze dello sviluppo e quelle della tutela. Cosa che non si può dire per le opere pubbliche: le localizzazioni dei parcheggi nel centro storico sono state decise senza tenere conto delle indicazioni contenute nella carta del rischio archeologico». Un tema sul quale interviene anche Luigi Malnati, soprintendente dell'Emilia Romagna che ad interim ricopre lo stesso ruolo per la Lombardia: «Tutti i parcheggi in centro storico presentano rischi di fattibilità. Non vuoi dire che non si può aprire alcun cantiere, ma probabilmente servono analisi più dettagliate».