«E vanno pel tratturo antico al piano, quasi per un erbal fiume silente, su le vestigia degli antichi padri». La citazione dannunziana è sin troppo facile, ma ben si addice al progetto di valorizzazione degli antichi tratturi che l'Università d'Annunzio promuove a livello internazionale da un paio d'anni a questa parte, e che sta molto a cuore al presidente del Senato Marini e che ora entra in una fase operativa. L'idea di realizzare una mappa dei "regi tratturi" presenti nel nostro meridione, in cui la tradizione pastorale è più diffusa, è partita dal Dipartimento ambiente reti territorio (Dart) della facoltà di architettura dell'ateneo pescarese, di cui fanno parte i docenti Alessandro Busca, Beniamino Di Rico, Valter Fabietti e Donato Carmine Di Giacomo. Seguendo un'ideale transumanza, quell'idea si è poi estesa ad altri paesi europei fino alla individuazione di una rete tratturale continentale, che ha ricevuto il sostegno della Commissione Europea, del Ministero dell'Ambiente, di istituzioni accademiche internazionali (università di Valladolid, Lubiana, Cà Foscari di Venezia e la francese Maison de la transhumance) e degli enti locali (11 Province meridionali tra cui Chieti, L'Aquila e Pescara). «I tratturi sono rintracciabili in Spagna, Francia, Italia, fino ai paesi balcanici e all'Ungheria - spiega il professor Alessandro Busca, che dirige il gruppo di lavoro del Dart - articolati con diversa lunghezza e importanza. Essi hanno costituito per secoli l'asse portante di quella pastorizia transumante che ha segnato in maniera indelebile ampi territori dei paesi mediterranei. Pertanto, l'obiettivo principale del progetto consiste nel valorizzare i percorsi tratturali nell'ambito della rete ecologica europea». L'iniziativa, dunque, porterà alla creazione di itinerari alla scoperta di siti archeologici, antichi mestieri, centri storici, sapori e tradizioni. A tale scopo è già stato creata una mappa virtuale dei tratturi di Italia, Spagna, Francia, Slovenia, o meglio un "Virtual museum of European transhumance", consultabile all'indirizzo www.transumanza.eu. Il prossimo passo è la richiesta di riconoscimento della stessa rete quale patrimonio dell'umanità dell'Unesco. La riscoperta dei tratturi come risorsa turistica e culturale è un elemento che non poteva sfuggire a Slow Food, che infatti ha in cantiere una manifestazione ad hoc (sulla falsariga di Cala Lenta, dedicata ai trabocchi), che dovrebbe partire nel 2009. "Saremmo lieti di collaborare con l'università - dice il governatore di Slow Food Abruzzo, Raffaele Cavallo - perché il nostro intento è proprio di mettere insieme le regioni del sud per ridare impulso e dignità alla tradizione agro-pastorale". L'approccio di Slow Food è naturalmente meno scientifico e più legato alla promozione dei luoghi e dei prodotti tipici della transumanza, ma non per questo meno importante. "Siccome è impossibile riportare le pecore sui tratturi, noi cerchiamo di portarci gli uomini, per dare risalto in chiave moderna all'antico mestiere dei pastori».
PESCARA - creazione di itinerari alla scoperta di siti archeologici
L'Università d'Annunzio promuove un progetto di valorizzazione degli antichi tratturi in Italia e in Europa, che ha ricevuto il sostegno della Commissione Europea, del Ministero dell'Ambiente e di istituzioni accademiche internazionali. Il progetto mira a valorizzare i percorsi tratturali nell'ambito della rete ecologica europea e a creare itinerari alla scoperta di siti archeologici, antichi mestieri e tradizioni. Una mappa virtuale dei tratturi è già stata creata e il prossimo passo è la richiesta di riconoscimento della rete quale patrimonio dell'umanità dell'Unesco.
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