Traffico in tilt per lavori nei pressi di Ponte Lucano di Tivoli, ed intanto le associazioni ambientaliste rilanciano la campagna per l'abbattimento di quello che definiscono un "eco- mostro", il muro costruito dall'Ardis a ridosso dell'Aniene. Lo svincolo tra la Tiburtina e la Maremmana, nodo nevralgico per la mobilità dell'intera area, torna sotto i riflettori. Che svelano le mille criticità del quadrante, incubo per proprietari di attività e pendolari, dove bastano dieci minuti di pioggia per trasformare la piazza davanti il Mausoleo dei Plauzi in una laguna di fango con pesanti ripercussioni sulla viabilità e qualsiasi intervento provoca un disastroso effetto domino. L'altra mattina l'avvio dei cantieri per il nuovo allaccio fognario di Roccabruna ha causato il blocco totale del traffico. Risultato: file infinite verso il casello autostradale e nella rotatoria d'innesto della Tiburtina. Per limitare i disagi, il Comune ha chiuso, fino al termine dei lavori, previsto per venerdì 5 ottobre, la strada Galli, con il divieto di svolta sulla Maremmana agli automobilisti provenienti da Villa Adriana e diretti verso l'autostrada. Inoltre da lunedì la circolare del Cotral che transita all'interno del quartiere, in direzione Tivoli centro, sarà deviata lungo la Tiburtina. Intanto il" Comitato per il Recupero di Ponte Lucano", costituito dal Wwf, Italia Nostra, la Società Tiburtina di Storia e d'Arte con le associazioni "Rosa di maggio" e del "Parco Archeologico Ambientale del Barco", riaccende la miccia contro il degrado dell'area a tre anni dagli interventi che hanno tolto visibilità ed accesso al complesso simbolo di Tivoli. Sotto accusa c'è il muro di cemento alto cinque metri realizzato nell'ambito delle opere di salvaguardia del fiume che, sottolinea Massimiliano Ammanito, del Wwf: «ha sfigurato la zona archeologica con conseguenze disastrose. Il perimetro compreso nella barriera è sommerso da rifiuti, ingombro di edifici fatiscenti popolati da sbandati». «Non c'è traccia- continua l'esponente del Wwf del previsto parco archeologico, con aree verdi e piste ciclabili. Il danno è enorme: il piazzale antistante il muro si allaga ripetutamente in quanto non è mai stato completato il collettore sulla sponda sinistra, ed il palliativo delle idrovore che rigettano l'acqua oltre il muro allagano il monumento mettendone a rischio la stabilità». Del "caso" Ponte Lucano e delle possibili ipotesi di recupero si occuperà anche l'università la Sapienza. Il progetto di intervento realizzato da Francesco Cioffi, professore della facoltà di Ingegneria Idraulica, verrà presentato sabato 6 ottobre nelle Scuderie Estensi, nel corso del convegno sul tema "Un contributo per Ponte Lucano " organizzato dal comitato promotore della mobilitazione. All'incontro, aperto a tutti i cittadini, sono stati invitati i responsabili della soprintendenza archeologica, della provincia e dell'Ardis.