Il coordinamento delle associazioni che si battono per la tutela del centro storico non molla: continua l'opposizione al progetto Nova Oberdan, fatto proprio dall'amministrazione comunale, per un nuovo edificio di sei piani che sostituisca l'attuale Mercato Coperto dietro piazza Matteotti. Così ha presentato un ricorso di 36 pagine al Tar per bloccare l'iter amministrativo del progetto, già passato in Comune grazie ad una Variante al Piano Regolatore. Ma, obiettano quelli del coordinamento per il centro storico (formato da Italia Nostra, Wwf, Legambiente, Città di Tutti, Vivi il Borgo, La Tramontana e altri gruppi ambientalisti) non si sono rispettate le regole. Per questo è partito il ricorso al Tar contro il nuovo maxi centro commerciale da sei piani, con uno sbancamento previsto di almeno 86 mila metri cubi di terreno. A questo se ne è aggiunto un altro, sempre indirizzato al Tar dell'Umbria, preparato dagli operatori commerciali che ancora resistono nell'attuale Mercato Coperto (ma con concessioni che scadono nel 2009) e che preferiscono il progetto precedente di ristrutturazione dell'attuale edificio, elaborato dall'architetto Iginio Rossi nel 2001 su incarico dell'Istituto Tagliacarne, della Camera di Commercio, della Confcommercio di Perugia. In pratica si riapre il contenzioso sulle scelte dell'amministrazione. E i rappresentanti del coordinamento hanno annunciato che entro il mese di ottobre andranno a Roma, dove è stato concordato un incontro con il ministro ai Beni Culturali Francesco Rutelli, per esporre i guai che il progetto del nuovo centro commerciale potrebbe, a loro giudizio, arrecare al centro storico di Perugia. Urbano Barelli, presidente di Italia Nostra di Perugia, ha spiegato durante una conferenza al Palazzo della Provincia che «il ricorso al Tar verte su tre aspetti, primo la mancanza di interesse pubblico per il project financing di Nova Oberdan sul nuovo Mercato Coperto, poi il mancato rispetto delle norme del Prg in quanto la Variante è stata votata dopo il progetto iniziale del nuovo centro commerciale, infine il mancato rispetto del regolamento sulla petizione popolare, discussa in consiglio comunale e respinta, ma senza esprimere una motivazione, come è espressamente richiesto dall'articolo 11 relativo». Renzo Massarelli, della "Città di tutti", ha rilevato che il coordinamento per il centro storico si sta allargando ad altre associazioni. Erano infatti presenti anche il senatore Leonardo Caponi e Cesare Cicioni, del comitato Bellocchio. Massarelli ha diffuso un documento che sottolinea "il valore della identità urbana", considerata la base programmatica del coordinamento, anche per la crescita e l'associazione di altri gruppi spontanei: «Occorre tornare ad un dialogo aperto e non formale con i cittadini, intervenire sul tessuto urbano della città con il contributo diretto degli abitanti, assumere il valore della partecipazione e del senso critico, che è prima di tutto cittadinanza e di creatività collettiva, come strumento permanente di governo. Si vota ogni 5 anni, ma si è cittadini tutti i giorni». Sono intervenuti anche Renzo Zuccherini "La Tramontana" e Primo Tenca di "vivi il Borgo". Il senatore Capponi ha ricordato di essere nato a Porta Eburnea «quartiere che oggi è come il deserto dei Tartari, non ci sono più negozi, solo anziani e delinquenza, in una situazione di totale degrado». E a suo giudizio il progetto di un grande centro commerciale a Piazza Matteotti equivale a «portare la periferia al centro storico, che invece è il luogo dell'identità e di incontro della comunità».
UMBRIA - Il coordinamento delle associazioni che si battono per la tutela del centro storico non molla
Il coordinamento per il centro storico di Perugia ha presentato un ricorso al Tar contro il progetto Nova Oberdan, un nuovo edificio di sei piani che sostituirà l'attuale Mercato Coperto dietro piazza Matteotti. Il progetto è stato approvato dall'amministrazione comunale con una Variante al Piano Regolatore. Il coordinamento per il centro storico ha obiettato che il progetto non rispetta le regole e che non è stato rispettato il processo di partecipazione popolare. Inoltre, il coordinamento ha presentato un altro ricorso al Tar dell'Umbria contro il progetto, che prevede uno sbancamento di almeno 86 mila metri cubi di terreno.
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