FIRENZE. Ci sono anche opere del Verrocchio e Antonio del Pollaiolo tra i quindici capolavori di oreficeria, che vanno dal XII al XVII secolo, in corso di restauro o restaurati dall'Opificio delle pietre dure che saranno esposti da oggi a Firenze nella mostra "Ori Argenti Gemme", in programma fino all'8 gennaio a Palazzo Medici Riccardi. Di Antonio del Pollaiolo ci sarà la Nascita del Battista mentre di Andrea del Verrocchio la Decollazione del Battista. «E' un evento espositivo straordinario perchè evidenzia - spiega la Provincia di Firenze - l'attività di restauro delle oreficerie che l'Opificio, sotto la direzione di Clarice Innocenti che ha curato la mostra, e il coordinamento tecnico di Giorgio Pieri, svolge con un lavoro di altissima qualità sia dal punto di vista metodologico che con l'uso di tecnologie innovative su opere di grandissimo livello artistico». L'esposizione è caratterizzata da un suggestivo allestimento in nero arricchito da pannelli informativi digitali per ogni opera. L'itinerario si snoda attraverso le quattro sale di Palazzo Medici Riccardi dedicate agli spazi espositivi che si affacciano sul cortile di Michelozzo, "ridisegnate" in questa occasione secondo un percorso che valorizza, anche attraverso l'oscurità, la preziosità e la lucentezza di queste opere». Per il presidente della Provincia di Firenze Matteo Renzi la mostra «conclude nel modo migliore un anno davvero speciale per Palazzo Medici Riccardi». «Gli ori, gli argenti e le gemme riportati a nuova vita dall'Opificio delle pietre dure - ha aggiunto - ci spingono con maggiore lena a portare a nuova vita la prima residenza dei Medici». Sulle opere in mostra Cristina Acidini, soprintendente del Polo museale fiorentino, ha spiegato che si tratta di «quindici grandi avventure che offrono un ventaglio di suggestioni e informazioni che ha dello sbalorditivo: provenienti da tanti luoghi della Toscana e d'Italia, esse raccontano di storiche committenze, di devozioni antiche, di saperi progettuali e manuali di raffinatezza estrema».