Tragedia sfiorata ieri nel primo pomeriggio sul molo: un turista è stato colpito solo da una scheggia Un blocco di pietra d'Istria, appartenente ad un cornicione di Palazzo Ducale, è crollato sulla pavimentazione ieri, poco dopo le 14. Un turista tedesco di 65 anni è rimasto ferito alle gambe da una scheggia, ma vista la notevole pressione turistica è chiaro che poteva andare molto peggio. Il pezzo caduto, che faceva parte della finestra del Gran Consiglio, è stato posto sotto sequestro dai carabinieri. L'area è stata immediatamente transennata ed ora verranno fatti ulteriori accertamenti da parte dei Musei Civici. Secondo l'architetto Renata Codello, soprintendente per i beni architettonici di Venezia, «i veri rischi sono determinati dall'eccessiva affluenza di turisti a Venezia». «Episodi simili sono capitati purtroppo anche in passato - aggiunge - ma il pericolo era minore perché la città non era così affollata. Oggi sul Ponte della Paglia, sotto il punto in cui si è staccato il blocco di marmo, transitano migliaia di persone al giorno. Dobbiamo riflettere tutti su cosa comporta un carico simile di visitatori per Venezia. Non possiamo permetterci di affidarci ai miracoli, abbiamo il dovere di essere razionali. Quanto successo - conclude la soprintendente - è la conferma di quello che andiamo dicendo da anni: non basta eseguire fior di restauri, ma va compiuta una continua manutenzione programmata, con attenti controlli». «E' stato un evento imprevedibile - aggiunge il sindaco Massimo Cacciari - poiché il Palazzo Ducale è stato oggetto di accurati e radicali restauri in questi ultimi anni ed è oggetto di quotidiana cura. Se le cause del crollo sono da ricercarsi, come sembra, in infiltrazioni d'acqua in microfessure, con conseguente lesione degli elementi in ferro che saldano le varie parti del rivestimento lapideo, ciò conferma ulteriormente, e in maniera davvero drammatica, la necessità che i monumenti di Venezia siano oggetto di monitoraggio costante, con le tecniche e le metodologie più avanzate». Bonzio e Scalzotto «Poteva andare peggio, molto peggio». ... «Poteva andare peggio, molto peggio». Lo dicevano tutti ieri pomeriggio davanti al Palazzo Ducale dopo che un pezzo di pietra d'Istria è precipitato da un finestrone compiendo un volo di una ventina di metri. Tutto si è svolto in una frazione di secondo e torna a porre al centro dell'attenzione il problema della sicurezza degli edifici storici della città, anche di quelli restaurati di recente. Sono trascorse le 14 da alcuni minuti quando dal lato del Palazzo Ducale si affaccia al Bacino di San Marco si stacca un blocco lungo circa una quarantina di centimetri per trenta centimetri di spessore. Il pesante "masegno" si stacca direttamente dalla zona della finestra dove si agganciano le travi. Sotto, come ogni sabato caratterizzato dal bel tempo, stanno passando decine di turisti. Chi sta da quelle parti avverte due distinti "botti". Il primo è quello del pezzo che si stacca dal finestrone della sala del Gran Consiglio e va a sbattere contro il cornicione e il secondo è quello del masso di circa trenta chili che precipita da una ventina di metri, a metà strada tra il portico e le passerelle dell'acqua alta. Dopo l'urto una scheggia di questo masso si stacca e va a finire contro le gambe di un turista tedesco di 65 anni. Sono attimi di paura. L'uomo ferito inizia a perdere vistosamente sangue, viene dato l'allarme e nel frattempo alcune persone, tra le quali una giornalista veneziana, cercano di aiutare lo straniero per evitare che perda troppo sangue. I soccorsi sono rapidi, l'uomo viene trasportato all'ospedale dove viene ricoverato nel reparto di radiologia. La prognosi è di 20 giorni. Sul posto si precipitano carabinieri di piazza San Marco, gli agenti del Commissariato di San Marco e i vigili urbani. I Vigili del fuoco di Venezia compiono i primi rilievi e iniziano a transennare la zona sotto gli occhi increduli della gente. Il masso rimane a terra per oltre un'ora mentre gli inquirenti controllano attentamente l'area (una delle zone preferite dai borseggiatori vista la fitta presenza di turisti incantati dalla bellezza dell'area Marciana). Il direttore dei Musei civici, Giandomenico Romanelli, percorre l'area freneticamente avanti e indietro, rispondendo al telefonino. Non è da escludere che il cedimento possa essere in qualche modo collegato ai recenti peggioramenti della condizioni meteo, ma è del tutto evidente che da ieri il problema della sicurezza degli edifici storici non può essere ignorato. Il masso viene quindi posto sotto sequestro dai carabinieri della Compagnia. «È andata bene, poteva essere una tragedia». Lo dicono tutti, veneziani, turisti, investigatori che continuano a guardare la parte alta di Palazzo Ducale. Lì sotto, poco prima, decine di persone passeggiavano a pochi metri dal porticato.
Venezia. Palazzo Ducale a pezzi: un ferito. Dal cornicione di una finestra che si affaccia sul bacino si stacca una pietra
Ieri pomeriggio, sul molo di Venezia, un blocco di pietra d'Istria è caduto da un finestrone del Palazzo Ducale, colpendo un turista tedesco di 65 anni. La scheggia ha colpito le gambe dell'uomo, ma la sua vita è stata salvata grazie ai rapidi soccorsi. Il pezzo di pietra, che faceva parte della finestra del Gran Consiglio, è stato posto sotto sequestro dai carabinieri. L'architetto Renata Codello ha sottolineato l'eccessiva affluenza di turisti a Venezia come causa dei rischi per la sicurezza degli edifici storici.
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