Giornata genovese per Maria Gabriella che inaugura l'appartamento del Duca degli Abruzzi con le famiglie nobili locali Sono soprattutto i letti gemelli della stanza matrimoniale ad intrigarla: a baldacchino con una corona di gigli ritagliati in un prezioso legno sudamericano che li incornicia, hanno subito una serie di mutilazioni nel passaggio dalle reali stanze a quelle della Prefettura dove erano stati utilizzati per allestire la camera del presidente della Repubblica. Tagliati perchè non passavano dalle porte. Curioso davvero che i letti che accoglievano il sonno dei reali abbiano poi ospitato i rappresentanti della repubblica, per poi ritornare nelle stanze di Palazzo Reale, anche per volontà e disponibilità del Prefetto. Non sfugge alla principessa Maria Gabriella di Savoia questo particolare scambio di testimoni e siccome sua altezza è una persona timida, di poche parole ma dal sorriso arguto, sorride. Ieri l'inaugurazione, all'interno di Palazzo Reale, dell'appartamento del Duca degli Abruzzi, le stanze nuziali di Vittorio Emanuele II e Maria Adelaide d'Asburgo Lorena ha visto il taglio del nastro per opera della primogenita di Umberto. Un appuntamento che anche la città dell'aristocrazia (e dell'arte) non si è lasciata sfuggire con un notevole parterre di invitati, dai Doria ai Castelbarco, dai Bergolo ai Cameli ai Croce, dai Polleri ai Ciurlo, gli Oliva e i Ghisalberti, Rabino e la Ru-telli. Oltre naturalmente ai padroni di casa, il direttore Malara il soprintendente Rossini, e il conservatore di Palazzo Reale Luca Leoncini. L'appartamento dei Principi Eredi-tari è stato sapientemente restaurato e recuperato nei suoi preziosi oggetti di una reale quotidianità: le acquesan-tiere d'argento accanto ai letti, le brocche per l'acqua nella stanza della toilette, i pomoli in cristallo delle porte e gli stupendi mobili in legno su disegno dell'ebanista inglese Thomas Peters che viveva a Genova. Legni pregiatis-simi per ogni particolare, dalle porte ai comò. Disseminate qua e là numerose fotografie d'epoca dove la principessa via via riconosce il padre bambino, la nonna, il nonno e si china ad osservare da vicino, sorride del completo da viaggio per la scrittura, composto di penne e calamai, e «beati loro senza telefonino...». Seguendo l'inventario dell844, la ricollocazione di porte cornici riloghe mantovane e tendaggi, lampadari mobilio e quadri laddove quasi tutto era stato smembrato e riadattato altrove è stata fedelissima. Alcune delle stoffe in seta che ricoprono le pareti, i lampassi, hanno visto l'intervento ricostruttivo di una storica ditta di Venezia che ha utilizzato i frammenti originali. Attorno a questo gioiello di stanze in broccati ed essenze, avori e stucchi dorati, ma molto intime, uno staff di restauratori della Soprintendenza. La principessa li ha elogiati. Alla domanda se lei è l'unica dei fratelli ad occuparsi del recupero storico della dinastia anche attraverso la Fondazione Umberto II e Maria Josè, essa risponde con il solito che sì, è lei sola, perché per certe cose ci vuole passione. E basta. Oggi e domani l'appartamento, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, sarà aperto per la prima volta al pubblico dalle 9 alle 19, gratuitamente e con visite guidate. E' richiesta la prenotazione al numero 010-2710236.