La Fondazione «Luciano e Agnese Sorlini» apre le porte al pubblico e mette in mostra i suoi gioielli. Lo fa in occasione delle «Giornate Europee del Patrimonio» e della manifestazione «Una notte al museo», promossa dalla Regione Lombardia e dalla Provincia di Brescia, in programma oggi e domani. Per i visitatori sarà questa l'occasione per ammirare l'allestimento del piano nobile del seicentesco palazzo di Carzago di Calvagese della Riviera, dove, terminati i lavori di restauro, sono stati collocati i dipinti della collezione raccolti nel corso di una lunga e appassionata ricerca. Negli ultimi anni la «caccia» ai capolavori da parte di Luciano Sorlini si è fatta anche più intensa e, rispetto alla prima donazione di 154 opere alla Fondazione, avvenuta nel dicembre 2004, sono stati acquisiti ben 32 dipinti databili dal XVI al XIX secolo. «Tra i casi di maggior rilievo - dice Luciano Sorlini - ricordo con particolare orgoglio le quattro tele di Paolo Veronese, eseguite per la chiesa veneziana di San Niccolo dei Mendicali, il "Bravo" e la "Contadina" ritenute testimonianze capitali nella produzione bresciana del Pitocchetto, che avevano corso il rischio di varcare irrimediabilmente i confini dello stato italiano, e due importanti dipinti provenienti dal mercato americano: la "Verità svelata dal Tempo" di Sebastiano Ricci e la "Resurrezione di Lazzaro" di Francesco Guardi». Nelle acquisizioni più recenti si è tenuto conto, oltre che della qualità artistica, anche della provenienza storica delle opere. È il caso del "Ritratto del marchese de la Ensenada", eseguito da Jacopo Amigoni per il celebre cantante Carlo Brioschi detto Farinelli e descritta negli inventari degli arredi della sua villa bolognese, e della "Santa Caterina d'Alessandria" di Giovanni Antonio Pellegrini, che riporta ancora il numero inventariale della raccolta di un famoso collezionista del Settecento: il maresciallo Von Schulenburg. Di grande interesse sono inoltre il pastello di Rosalba Carriera che raffigura "L'Africa" e la tela di Pietro Longhi con "Il fidanzamento". «Mi sono inoltre prefissato -aggiunge Luciano Sorlini - di dotare la Fondazione di un gruppo di vedute veneziane. Si tratta di dipinti non eseguiti da Canaletto o Bellotto (ormai giunti a quotazioni incomprensibili), ma di artisti significativi la cui presenza ci permette comunque di veder adeguatamente rappresentato nella collezione questo particolare genere pittorico che per l'opinione pubblica è diventata elemento distintivo della pittura veneziana settecentesca». Nell'allestimento del palazzo di Carzago i dipinti sono stati appesi alle pareti come in un' antica quadreria, ma le otto sale sono anche arredate con mobili, sculture, lampadari e oggetti che si armonizzano con l'ambiente e ricreano l'atmosfera di una casa. Notevole è l'eccezionale coppia di cassettoni bresciani settecenteschi di provenienza Salvadego, acquistati di recente negli Stati Uniti; curiosa la raccolta di vassoi settecenteschi in legno laccato, tipica e raffinata produzione dell'artigianato veneziano settecentesco. A Carzago si registrano inoltre importanti novità sul piano istituzionale: dopo l'approvazione - nelle settimane scorse - del nuovo Statuto, la Fondazione ha ottenuto il riconoscimento da parte del Ministero per i Beni e le Attività culturali, un riconoscimento che da prestigio alla «creatura» di Luciano Sorlini e la colloca tra le più rilevanti istituzioni culturali private del nostro Paese. Orari di visita: oggi dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19 per le Giornate europee del Patrimonio; dalle 20 alle 23 per Una notte al Museo; domani dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19; prenotazione obbligatoria per gruppi superiori alle 10 persone.