Il presidente dellAccademia Sabatini spiega come verranno impiegati i 500 mila euro di finanziamento straordinario "Manderemo avanti il Lessico" "È unopera monumentale iniziata 40 anni fa: un terzo dei soldi andrà a questo lavoro fermo alla lettera C" -------------------------------------------------------------------------------- Cinquecentomila euro del ministero dei Beni culturali daranno un po di ossigeno allAccademia della Crusca, uno degli istituti più antichi dEuropa - ha 430 anni - a cui è affidato un compito delicatissimo, quello di preservare, conservare e allo stesso tempo attualizzare lo studio della lingua italiana, fin dalle sue lontanissime origini. La Crusca svolge lo stesso ruolo dellAcadémie française o della Reale Accademia di Spagna, che godono di contributi statali solidissimi. Invece da noi fa notizia che Rutelli sia riuscito a «strappare» mezzo milione di euro per lAccademia ospitata nella villa Medicea di Castello. Il perché lo chiediamo a Francesco Sabatini, presidente della Crusca e ordinario di Storia della lingua italiana alluniversità Roma Tre. Da quanto tempo la Crusca non riceveva un fondo straordinario? «Da parecchio tempo, a quanto mi risulta. Devo dire che per noi davvero questo contributo è importante, anzi di più, è vitale per rilanciare due progetti a cui stiamo lavorando da tempo, quello di Firenze come piazza delle lingue dEuropa e quello, gigantesco, del Lessico etimologico italiano, unopera monumentale iniziata 40 anni fa da Max Pfister, un nostro accademico che vive in Germania e che è finanziata quasi esclusivamente dalla ricerca tedesca. La Crusca mette a disposizione i suoi strumenti e serve da collettore di fondi: un terzo dei cinquecentomila euro andrà al Lessico. Stiamo completando la lettera C». Quanto soldi vi arrivano ogni anno e da chi? «I contributi ordinari dello Stato sono di 220 mila euro, 36 mila arrivano dalla Regione e altri 15-20 mila da Palazzo Vecchio. Lo Stato poi ci passa altri 386 mila euro per le spese generali, che servono a pagare i 5 dipendenti stabili (3 alla biblioteca e 2 alla segreteria), il tesoriere, il dirigente, i servizi di pulizia e portineria, le bollette di luce, acqua, gas e telefono. Avremmo bisogno di tuttaltro organico, ovviamente. Abbiamo un furgoncino per la posta che avrà 15 anni, non ci sono lussi né sprechi qui dentro. Io stesso abito in due stanze nella mansarda, non mi lamento, ho la mensa gratuita e i rimborsi spese se mi muovo in treno e in aereo. Anticipo io, però, e a volte aspetto anche tre anni prima di rivedere i soldi». Almeno le danno uno stipendio adeguato al suo ruolo? «Neppure un soldo, ho quello delluniversità e tra un mese sarò pensionato. Nessun docente e nessun ricercatore è pagato per il lavoro che svolge nella Crusca. Qui lopera dellingegno è prestata a titolo totalmente gratuito». Come fate allora ad ospitare studiosi stranieri, ad aggiornare i software e a scambiare esperienze con istituti esteri? Tutto questo avrà costi altissimi. «Andiamo avanti con le donazioni, quelle private e quelle delle banche e degli enti, che rappresentano il doppio della quota di finanziamento pubblico: il nostro bilancio va da 900 mila euro a 1 milione e 200 mila. Due anni fa è nata lassociazione "Amici della Crusca" guidata dallavvocato Morbidelli, che ci sta dando una grossa mano. In Francia, Spagna e Germania gli istituti a noi omologhi prendono da 20 a 80 volte di più rispetto a noi». Difficile fare progetti con pochi soldi. «Difficile sempre, tanto più da dieci anni a questa parte, dopo che il mio predecessore Giovanni Nencioni ha aperto le porte dellAccademia alla società, facendo entrare le scuole con cui comunichiamo su un apposito giornale, lasciando spazio ad altri enti di ricerca, affacciandosi sul mondo. I processi di evoluzione della lingua sono mondiali, rapidi e coinvolgenti, nel dopoguerra lItalia ha dovuto recuperare terreno rimettendo la lingua al centro del cambiamento culturale ed economico del paese e dellEuropa. La lingua da una parte subisce le mutazioni, dallaltra le anticipa, le produce. E una chimica affascinante che la Crusca studia da 430 anni, dalle origini fino alla comunicazione digitale di oggi. Viviamo della scienza che è nella mente degli studiosi, della loro passione, della costanza con cui si dedicano alla ricerca. Per questo ci piacerebbe far diventare Firenze la "piazza delle lingue dEuropa", non solo come il luogo geografico che sta davanti alla villa di Castello ma come spazio di dibattito culturale sulle questioni della politica linguistica, sul valore delle lingue come patrimonio comune dellEuropa e non strumento di lotta nazionalistica, di imposizione di un popolo sullaltro. Tutte le lingue sono di tutti i cittadini dEuropa, tutte allo stesso livello. Con il fondo del governo vorremmo inseguire questo obiettivo».