«Qualora il ministero di Grazia e Giustizia intendesse mettere in vendita il castello dei Carraresi deve essere pronto ad affrontare la rivolta dei padovani». Malgrado si rifiuti di credere a qualunque voce sulla possibile alienazione del castello trecentesco l'assessore alla Cultura Giuliano Pisani mette le mani avanti, certo della piega che prenderebbero gli avvenimenti qualora dovesse saltare il passaggio dell'immobile al ministero dei Beni Culturali a favore di una nuova soluzione come, appunto, la paventata vendita del complesso. Con ogni probabilità a guidare questa piccola rivoluzione ci sarebbe proprio lui, malgrado la moderazione che solitamente lo contraddistingue: «A parte il fatto che saremmo senz'altro a conoscenza di ogni eventuale cambio di rotta, ritengo che far saltare questo progetto arrecherebbe un grosso danno al Comune, inteso nel senso di tutta la sua comunità», spiega l'assessore, «e noi non possiamo permetterlo tanto più che il programma di recupero del castello è uno degli obiettivi irrinunciabili dell'amministrazione. Di fatto deploriamo qualunque ipotesi diversa da quella su cui si sta da tempo lavorando. E sono assolutamente certo che riusciremo a rispettare tutti gli impegni assunti». L'assessore alla Cultura getta quindi acqua sul fuoco, sicuro che quello che si intravede all'orizzonte non possa essere altro che l'obiettivo, ovvero il tanto sospirato recupero del castello. Dopo anni di lungaggini burocratiche appare improbabile che la questione possa essere risolta per tempo entro la prossima primavera, in occasione cioè delle elezioni amministrative: «Siamo tutti a conoscenza del tempo richiesto dalla burocrazia», prosegue Pisani, «pur tuttavia questa volta mi sembra di poter dire che si sia spinta un po' troppo oltre, aiutata dalla riprovevole trascuratezza oltre che dall'indifferenza che inizialmente ha fatto seguito alla dismissione delle carceri. Per questo ci vorrà ancora un po' di pazienza ma sono assolutamente convinto che la questione sia comunque avviata verso una soluzione positiva e soddisfacente per la città». A questo punto a giudizio dell'assessore Pisani, la questione si sarebbe spinta troppo in là per poter anche solo presupporre un voltafaccia, sia per quanto riguarda un'eventuale vendita a privati, sia nel caso il ministero di Grazia e Giustizia decidesse di mantenere la struttura nell'elenco dei suoi immobili: «A questo punto è veramente tutto pronto per il passaggio, senza contare che la Fondazione Cassa di Risparmio ha già destinato una cifra considerevole per recupero di quello che è uno dei grandi simboli del '300» sostiene Pisani a ulteriore supporto della sua analisi. Per nulla scalfita dall'eventualità che il castello possa essere inserito in altri progetti romani, l'amministrazione comunale non teme quindi di pensare al futuro. Saltata l'ipotesi di trasformare l'immobile in un centro scientifico, l'obiettivo rimane quello di restituire vigore al castello realizzando un «museo della città». «Come tutti i siti di diquesto tipo il museo che abbiamo in mente accoglierà le opere storiche di maggior rilievo per Padova», conclude Pisani. «Accanto a questa ipotesi più tradizionale ci piacerebbe sviluppare un progetto vivo, che respira nel presente. Innanzitutto il museo dovrebbe essere una struttura interattiva e calibrata sulle esigenze dei bambini».
L'assessore Pisani e sicuro: Diventerà un museo
L'assessore alla Cultura Giuliano Pisani afferma che se il ministero di Grazia e Giustizia volesse vendere il castello dei Carraresi, il Comune di Padova dovrebbe essere pronto a una possibile rivolta dei padovani. Pisani rifiuta di credere che il castello venga messo in vendita e sostiene che la vendita sarebbe un danno per la comunità. L'assessore afferma che il programma di recupero del castello è uno degli obiettivi irrinunciabili dell'amministrazione e che il recupero del castello è l'obiettivo più desiderato.
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