«La Soprintendenza reputa opportuno e urgente che si proceda all'acquisizione al pubblico demanio delle rovine dello stabilimento collocato in corrispondenza dell'Acqua ferrata, onde consentire la piena ed adeguata salvaguardia e fruizione». È questa in sintesi la missiva spedita dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici di Napoli e Caserta al Comune di Teano tesa a scongiurare l'ulteriore distruzione da incuria dell'antico edificio termale, risalente al XIX secolo, delle "Calderelle". La procedura suggerita è quella dell'acquisizione delle preziose rovine tra i beni comunali. La lettera è firmata dalla soprintendente Maria Luisa Nava e passando attraverso il nullaosta al progetto, voluto dalla civica amministrazione, di riqualificazione dei sentieri e delle sponde del fiume Savone "corso d'acqua nazionale" sollecita le istituzioni locali a fare con celerità il nobile passo. La notizia è stata accolta con legittima soddisfazione in città da studiosi e archeologi, nondimeno dai combattivi soci del gruppo culturale "Afercal" nato per la difesa del sito nel quale ricade la sorgente dalla quale sgorga l'acqua ferrata da sempre visitata e bevuta dai teanesi anche a scopi terapeutici e che ora risulta irraggiungibile attraverso l'originario sentiero. L'attesa adesso è tutta per il recupero del rudere che le fonti catastali indicano, da due anni, come riconsegnato a privati. Elio Zanni