Braccio di ferro tra condomini e cinesi in via Principe Amedeo dove sono già state realizzate quattro nuove porte con serranda. Il portavoce de La Destra Sabbatani Schiuma. «Questo è solo l'inizio. China-Town riparte così alla conquista del territorio cittadino». Finestre trasformate in ingressi di negozi. I residenti protestano LE FINESTRE trasformate in ingressi di negozi dove potrebbero essere venduti prodotti cinesi hanno fatto infuriare i residenti dei palazzi storici dell'Esquilino. Dopo due giorni di proteste inascoltate negli uffici del I Municipio di via Giulia 79, ieri pomeriggio, i condomini di un antico stabile di via Principe Amedeo hanno chiamato prima i carabinieri e poi i vigili urbani, che però non hanno fermato i lavori. Di irregolare al momento, gli uomini dell'Arma avrebbero trovato solo due operai immigrati senza documenti. Nulla da obbiettare, invece, almeno per il momento, sui lavori. Perché con le quattro finestre su sette, già trasformate in ingressi con serranda, la direzione dei lavori avrebbe ripristinato «i locali presenti prima del 1939», l'anno dell'istituzione del catasto. Almeno questo, in sintesi, sarebbe stato dichiarato sulla dia, il documento di inizio attività, presentato prima dell'esecuzione delle opere. Ma il braccio di ferro continua. «Il regolamento condominiale vieta ogni tipo di modifica della facciata, senza l'autorizzazione del condominio» sintetizza Domizio Gattei, che ricorda anche i recenti lavori di consolidamento del palazzo. «Non vorremmo - dice - che queste nuove opere li vanificassero». Per questo, per verificare se le modifiche abbiano compromesso la sicurezza dello stabile, sarà incaricato un legale. «Se passa il concetto che prima del 1939 c'erano portoni al posto delle finestre presto molti altri palazzi storici dell'Esquilino, in mano ai cinesi, saranno sventrati come questo» arringa il leader del Comitato Difesa Esquilino Roma Caput Mundim, Augusto Caratelli, consigliere del I Municipio per La Destra. «Si tratta di una vera e propria ripresa della conquista del territorio da parte di China Town, altro che escamotage per fare quel che si vuole» profetizza. Ma cosa si farà nei locali? «Voci di corridoio parlano di un cambio di destinazione d'uso, peraltro vietato, dalla categoria C2 (magazzini) a C1 negozi: perciò grazie a quelle serrande ci saranno 7 negozi cinesi in più all'Esquilino, alla faccia della riqualificazione del rione» spiega ancora Caratelli. Insieme a Fabio Sabbatani Schiuma, portavoce della Città di Roma per il movimento politico La Destra, Caratelli, definisce quel che è accaduto «l'ennesimo abuso e violazione di ogni norma urbanistica in via Principe Amedeo». «È incredibile che in pieno centro storico si possa operare indisturbati, trasformando impunemente delle finestre di un fabbricato in accessi con serranda per alcuni punti vendita di prodotti cinesi». «Hanno divelto le grate e tolto il marmo a supporto delle finestre - continuano i due esponenti de La destra - il tutto senza alcun controllo del Comune di Roma, né della Polizia Municipale, intervenuta solamente oggi (ieri ndr) su chiamata e dopo le forti proteste dei residenti». «Chiediamo un immediato intervento del sindaco - concludono Schiuma e Caratelli - affinché garantisca il ripristino delle strutture diverte per far posto a delle serrande e affinché passi dalla politica dei proclami e degli annunci a quella delle azioni concrete, per combattere il degrado dell'Esquilino. In ogni caso, noi siamo e resteremo sempre vicini ai cittadini del rione per ridar loro sicurezza e dignità».