Tra i progetti più conosciuti il centro di ricerca italo-cinese dell'energia La sua opera più conosciuta è il Sieeb (Sino-Italian Ecological Building) di Pechino, fiore all'occhiello dell'architettura italiana in Cina. Ma portano la sua firma anche altre opere di successo come la nuova sede del Comune di Bologna, la ristrutturazione della ex Casa di Bianco a Cremona, la stazione Villejuif-Leo Lagrange della metropolitana di Parigi e la Stazione Marittima di Otranto. Il 47enne Mario Cucinella è tra le firme emergenti nell'architettura italiana. Laureato a Genova, nel 1992 ha creato lo studio Mario Cucinella Architects a Parigi e sette anni dopo ha aperto una seconda sede a Bologna. Specializzato nei temi legati alla progettazione ambientale e alla sostenibilità in architettura, l'architetto di origini palermitane negli ultimi anni ha collezionato riconoscimenti internazionali, tra cui l'Energy Performance Architecture Award (Parigi, 2005), lo Special Award for the Environment da Cityscape World Architecture Congres (Dubai, 2005) e il premio Outstanding Architect 2004, assegnato da World Renewable Energy Congress (Denver, USA). Riconoscimenti che hanno progetti condotti su scale diverse come edifici con varie destinazioni d'uso, ricerche tipologiche e tecnologiche, studi sulle strategie ambientali per il controllo climatico e grandi progetti urbani. Come detto, l'opera che gli ha fruttato maggiore risalto mediatico resta il Sieeb, frutto della collaborazione tra i ministeri dell'Ambiente italiano e cinese. Un edificio alto 40 metri, con una superficie di circa 20 mila metri quadrati, che ospita il centro di ricerca italo-cinese per la tutela dell'ambiente e la conservazione dell'energia. Situato all'interno del campus universitario dell'Università Tsinghua della capitale cinese, è stato progettato da Cucinella, in collaborazione con un team del Politecnico di Milano. L'edificio è stato pensato come una foglia che utilizza e trasforma la luce solare in energia: le terrazze giardino esposte a Sud ospitano una folta vegetazione e oltre mille metri quadrati di pannelli fotovoltaici che assicurano la maggior parte della richiesta elettrica interna. Il progetto, con la sua forma a ferro di cavallo, ottimizza il fabbisogno di luce solare nei mesi invernali e la protezione - dagli stessi raggi - durante quelli estivi. Un sistema automatizzato controlla la presenza del personale nelle stanze ed in base alle effettive esigenze gestisce l'apertura e chiusura delle lamelle semi riflettenti di cui è costituita la facciata. Chiuso il 2006 con un fatturato di un milione e 7oomila euro, lo studio punta a una crescita del 41 per l'anno in corso, con un giro d'affari previsto a quota 2milioni e 4oomila euro, con una previsione di raggiungere quota 3milioni e 300 mila euro nel 2008. Entro fine anno è attesa anche una crescita del team di lavoro, da 22 a 28 unità, per superare quota 30 il prossimo anno.