GRADARA - Una città storica, ma che guarda al futuro. Gradara, tra medioevo ed arte moderna. Anche quest'anno il piccolo borgo al confine con la Romagna è stato il sito marchigiano più visitato dai turisti. Il simbolo della città, la Rocca, finora è stato ammirato da 169.000 persone e tante altre se ne aggiungeranno, con un mese di ottobre già strapieno di scolaresche in fila per la mostra su Mirò. E se da una parte riceve encomi per la sua valenza storica e artistica (in questi giorni è stata eletta "Capitale del Medioevo" premio patrocinato dalla Presidenza della Repubblica) dall'altra si prepara ad organizzare mostre su grandi artisti e stilisti moderni, oltre a Mirò: per la prossima primavera in cantiere ci sono già le esposizioni su Fiorucci e Picasso: «E' stata una stagione molto positiva per Gradara spiega il sindaco Franca Foronchi la Rocca ha confermato il numero record di ingressi dello scorso anno, guadagnando il 29esimo posto nella top-30 dei musei italiani». Un dato in controtendenza rispetto all'andamento del mercato turistico nazionale e anche locale, che, invece, parla di un calo del 5 nelle presenze estive: «Credo continua il sindaco che sia risultata vincente la scelta di far dialogare il passato con il moderno. Coniugare il brand Gradara, capitale del Medioevo, con la scoperta dell'arte contemporanea. In questo abbiamo sempre avuto il sostegno degli operatori turistici locali». Idee vincenti che ad Urbino, la storica "rivale", hanno suscitato qualche mugugno. Consiglieri comunali e associazioni di categoria si sono più volte lamentati per il sorpasso, in termini di presenze, che il borgo gradarese ha operato nei confronti della città ducale. Non è una gara ma è dai tempi dei Malatesta e dei Montefeltro che il confronto esiste, anche se il sindaco nega: «Non c'è alcuna rivalità spiega Foronchi Urbino è una città unica al mondo e rimarrà sempre tale per la sua valenza storica. Noi siamo orgogliosi di quello che stiamo facendo e, anzi, saremmo ben lieti di aprire collaborazioni e sinergie con la città ducale. Del resto con la Soprintendenza di Urbino abbiamo già ottimi rapporti». Ma il segreto del successo passa anche da quello che il sindaco definisce "il pensatoio di Gradara", la società del Comune, Gradara Innova. Una partecipata efficiente: «Il nostro primo obiettivo è quello di affermare sempre più il nome di Gradara a livello nazionale spiega il presidente Andrea De Crescentini le mostre di arte contemporanea che abbiamo in programma per il nuovo anno vanno in questa direzione. Oltre a Mirò a primavera partiremo con Picasso, mentre in estate in collaborazione con Cattolica celebreremo i 40 anni di attività di Fiorucci con un'esposizione a lui dedicata». Niente timori, però. Nonostante le collaborazioni Gradara non si è lasciata travolgere dall'ondata secessionista verso la vicina Romagna: «Noi stiamo bene nella provincia di Pesaro Urbino conclude De Crescentini anzi ci piacerebbe ampliare le nostre collaborazioni con il resto del territorio. Il sogno sarebbe di realizzare insieme ad Urbino il più grande polo museale del centro Italia».