Quante vicissitudini per l'Interporto. Il cantiere è ancora bloccato, l'opera nell'ipotesi più rosea non vedrà la luce prima del 2009, il cda ha appena varato un aumento di capitale da 7 milioni di euro, e l'ex presidente della Società Interporto Frosinone ha fatto causa alla società chiedendo gli emolumenti che gli spettano per i 12 anni passati alla guida della spa. Qualcosa come 360 mila euro. L'atto di citazione è stato notificato da tempo ma si è saputo solo perché la Sif ha dovuto accantonare nel bilancio una cifra ad hoc. Giuseppe Zeppieri, il banchiere, non si nasconde: «L'atto redatto dall'avvocato Pizzutelli è chiarissimo. Gli amministratori delle società hanno diritto agli emolumenti, tra l'altro anche perché quelli in carica li percepiscono. Ma ho chiarito che qualunque importo sarà riconosciuto dal giudice verrà devoluto al netto delle imposte ad una associazione per la ricerca sul cancro». La Sif, però, non condividendo l'iniziativa ha dato mandato all'avvocato Pierluigi Villoni di contrastare la richiesta. I tempi per la decisione del giudice saranno lunghi. Come rischiano di esserlo anche quelli necessari a riaprire il cantiere. Già, perché, 16 anni dopo la costituzione della società, l'infrastruttura considerata strategica per l'intera economia ciociara è ancora ai nastri di partenza. Ma per finirla servono altri soldi: il presidente del cda Maurizio Ferrante ha annunciato ai soci la necessità di un cospicuo aumento di capitale, da 6 a 13 milioni di euro. Di questi almeno 3,5 milioni saranno coperti dalla Provincia grazie ai fondi stanziati dalla Regione. Il resto dovranno mettercelo gli altri soci entro il 31 dicembre. Tra l'altro senza ancora avere certezze sui tempi di realizzazione dell'opera. La Sif infatti non ha ancora nella disponibilità le aree da espropriare e per questo ha dovuto rescindere il contratto con la ditta che stava eseguendo i lavori e non può ancora bandire la nuova gara. Prima serve l'approvazione da parte della Regione del Prg del Consorzio Industriale. «C'è anche un'altra strada che stiamo percorrendo - rivela Ferrante - Basterebbe chiudere l'accordo di programma con la Regione avviato un anno e mezzo fa». A quel punto ci vorranno due mesi per bandire la gara e altri 8 per affidare l'appalto. Poi serviranno almeno altri 2 anni per finire i lavori. Visto che l'attesa si annuncia lunga il cda ha deciso di far riprendere alla soprintendenza gli scavi per completare la ricognizione delle presenze preistoriche sul sito. «Sperando che non spuntino nuovi reperti», commenta un esponente del cda. Quanto all'aumento di capitale provincia, Ferrante ha spiegato che le risorse sono necessarie a completare un investimento da 31 milioni di euro: undici arriveranno dal Ministero, altri 7 da mutui, 10-12 dal capitale sociale.