«Le chiese chiuse a Stroncone? E' meglio si rivolga al parroco dicono agli uffici della Diocesi d'altronde fino a venerdì non è possibile parlare né con l'economo, né col vicario, né con altri: sono tutti in ritiro spirituale a Vitorchiano». «Le chiese? Noi non c'entriamo un gran ché rispondono al Comune di Stroncone Meglio se ne parla col parroco». Aridalle! Il parroco, fra' Giuseppe Renda, c'è rimasto male per questa faccenda delle quattro chiese non agibili di Stroncone. «Anche perché - dice - è stato riferito che non si fanno le messe. Invece non è così». «Si fanno due messe al giorno - specifica - alle 8 in San Francesco, alle 17 nella sacrestia di San Nicola». E poi via col resto dell'orario: quattro messe la domenica (alle 9 e alle 11 a San Francesco, alle 10 a Sant'Eugenia, alle 17 a Santa Lucia), una il sabato anche a San Biagio di Coppe e d'estate pure ai Prati di Stroncone. Qualche parrocchiana, abitante nel cenro storico, si è lamentata proprio del fatto che in quattro chiese le messe non si dicono, perché tutte e quattro sono inagibili: San Michele Arcangelo, San Nicola, San Giovanni, Madonna del Colle. Accuse al frate, da parte delle parrocchiane di Stroncone, levata di scudi da parte di altre parrocchiane o comunque fedeli alcune delle quali residenti a Terni, che hanno preso le difese di Fra' Giuseppe, che fu vice parroco a Sant'Antonio, in via Curio Dentato: un vice parroco rimpianto, tanto che, appunto, alcune sue ex parrocchiane ne seguono ancora il Ministero. Così la polemica si è accesa sull'argomento "è colpa del frate o non è colpa del frate". Come quelli che discutevano del sesso degli angeli... ecc ecc. Il problema vero resta. Ed è serio. Ed è appunto che c'è un patrimonio che non è solo religioso che sta andando in malora. Un problema che sembra venga buttato tutto sulle pur larghe spalle di Fra' Giuseppe. Il quale non può, se deve agire esclusivamente con le sue forze, che limitarsi ad illustrare la situazione. E così si apprende che San Michele Arcangelo, quando lui è arrivato a fare il parroco, era chiusa per lavori in corso dopo il terremoto del '97. Lavori che ad un certo punto sono stati sospesi (sono finiti i soldi) ed è al momento necessario consolidare una parte del tetto, eliminare l'umidità, restaurare molte delle opere d'arte che essa contiene. A San Nicola alcuni interventi sono stati fatti proprio ad iniziativa di fra' Giuseppe: sistemata l'abside, rifatti parte del tetto e gli ingressi. I fondi non sono bastati a completare l'opera. Ora il corpo centrale del tetto è fatiscente e la chiesa è stata dichiarata inagibile dopo il Natale 2004. «Ho interessato gli organi competenti, Comune Soprintendeza, Diocesi dice il parroco - ma a tutt'oggi il problema rimane irrisolto». Anche la chiesa della Madonna del Colle è inagibile perché il tetto necessita di interventi consistenti. Riguardo San Giovanni «i metri quadrati fruibili sono più o meno quelli della sacrestia di San Nicola con la differenza che a San Giovanni non ci sono né acqua né servizi igienici», dice fra' Giuseppe. Una situazione in stallo. Che va smossa. Cercando di spingere ad intervenire coloro che devono farlo. Senza andare a cercar colpe.
UMBRIA - Le chiese chiuse a Stroncone? E' meglio si rivolga al parroco
La Diocesi di Stroncone è stata coinvolta in una polemica per le quattro chiese del paese che sono state chiuse a causa di problemi di manutenzione. Il parroco, fra' Giuseppe Renda, è stato accusato di non aver fatto abbastanza per risolvere il problema. Tuttavia, il parroco afferma che non è colpa sua, ma piuttosto del Comune e degli organi competenti che non hanno ancora risolto il problema. Le chiese in questione sono: San Michele Arcangelo, San Nicola, San Giovanni e la Madonna del Colle. Le chiese sono state chiuse a causa di problemi di tetto, umidità e mancanza di fondi per i restauri.
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