ECONOMIA FINANZA home economia finanza ROMA - La lotta contro gli sprechi della pubblica amministrazione prende una piega immobiliare: il ministero dell'Economia punta il mirino sui costi di manutenzione degli immobili gestiti dai ministeri, che sono alti, eccessivi e che dovranno essere ridotti. Il faro del Mef si è acceso anche sulla spesa, considerata elevata, relativa alle locazioni passive per la Pa e alle proprietà dello Stato adibite ad uso governativo che si trasformano in un costo economico in termini di mancato incasso del canone d'affitto. Nel complesso, l'Agenzia del Demanio stima che i costi correlati all'utilizzo degli immobili dello Stato sfiorino i 3 miliardi di euro l'anno di cui 1,5 per la gestione di immobili da parte di 17 ministeri. Per tagliare queste spese il Mef e l'Agenzia del Demanio puntano a una gamma di soluzioni anche in Finanziaria: innanzitutto l'abbattimento dei costi di manutenzione anche se questo dovesse comportare una stretta agli appalti gestiti dalla Consip; diminuzione del pagamento degli affitti da parte della Pa incentivando l'uso di immobili pubblici vuoti; razionalizzazione dei beni in locazione passiva per fini istituzionali e governativi. I costi di gestione - inclusa la manutenzione - dei beni immobili gestiti da 17 ministeri (escluse le quattro agenzie fiscali) ammonteranno quest'anno a 1.531 milioni di euro: 1.277 per interventi edilizi e 254 milioni per utenze e conduzione immobili. Un risparmio notevole c'è già stato rispetto al 2006, quando questi costi avevano raggiunto i 1.860 milioni. Ma la manutenzione, stando al ministero di via XX Settembre, continua a essere alta e può essere limata ulteriormente: la gestione degli appalti potrebbe essere uno degli anelli deboli della catena. Secondo fonti bene informate, il costo della gestione immobiliare dei ministeri si aggirerebbe attorno al 6 del valore degli immobili, La forchetta di questo costo, stando alle stime riportate in un'audizione in Parlamento dall'ex-ministro dell'Economia e delle Finanze Domenico Siniscalco, dovrebbe spaziare invece tra un minimo del 3,5 a un massimo del 5 per cento. I ministeri che spendono di più in interventi edilizi sono naturalmente quelli che dispongono di una presenza capillare sul territorio. In base al Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2007, il ministero che stacca l'assegno più alto è quello dell'Interno (364 milioni) seguito da Difesa (273), Giustizia (208) e Infrastrutture (184). Quasi nulla, per contro, è questa voce di spesa per i ministeri dello Sviluppo economico, della Salute e della Solidarietà sociale. Alla cifra dei costi di gestione degli immobili da parte dei 17 ministeri vanno aggiunte due altre voci che portano il totale dei costi correlati all'utilizzo degli immobili pubblici vicino ai 3 miliardi di euro. L'Agenzia del Demanio da circa un anno sta monitorando i beni in locazione passiva usati dalle amministrazioni dello Stato per uso governativo. Le locazioni passive della Pa (oltre ai ministeri anche Presidenza del consiglio dei ministri, Corte di Conti, Consiglio di Stato, Tar, Avvocatura generale dello Stato, canoni Fip e Patrimonio Uno) ammontano a 769 milioni di euro, di cui poco più di 300 a carico dei due fondi immobiliari. Ci sarebbe dunque spazio per una razionalizzazione della spesa pubblica. In quanto agli immobili ad uso governativo, è possibile calcolarne l'impatto economico che ammonta a 625 milioni di euro. Secondo stime attendibili, il valore del demanio storico artistico in uso governativo è pari a 3,5 miliardi di euro: calcolando un saggio di rendimento del 4 (al netto di costi di gestione, manutenzione e adeguamenti vari) si ottiene un valore potenziale di canoni di mercato di 140 milioni di euro. Per contro, i redditi da beni immobili del demanio storico artistico presentano un'entrata annua di soli 8 milioni. Il valore del patrimonio in uso governativo, stando al Conto patrimoniale dello Stato al dicembre 2006, sarebbe pari a 9,7 miliardi di euro con un rendimento atteso al netto dei costi del 5 che si trasforma in canoni potenziali di mercato nella misura di 485 milioni. I redditi da beni patrimoniali attualmente sono per contro pari a circa 52 milioni .
Immobili dei ministeri, costi di gestione alle stelle
Il ministero dell'Economia ha stabilito di ridurre i costi di manutenzione degli immobili gestiti dai ministeri, che sono alti e eccessivi. Il ministero ha puntato il mirino sui costi di manutenzione, considerati elevati, e sulla spesa relativa alle locazioni passive per la Pa e alle proprietà dello Stato adibite ad uso governativo. L'Agenzia del Demanio stima che i costi correlati all'utilizzo degli immobili dello Stato sfiorino i 3 miliardi di euro. Il ministero ha proposto soluzioni per ridurre queste spese, come l'abbattimento dei costi di manutenzione, la diminuzione del pagamento degli affitti da parte della Pa e la razionalizzazione dei beni in locazione passiva.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo