VENERDÌ, 28 SETTEMBRE 2007 Pagina IX - Firenze LINTERVENTO Territorio e partecipazione serve limpegno di tutti Lautore è il garante della comunicazione per il governo del territorio in Toscana 10 settembre 2007: un migliaio tra sindaci, cittadini e studiosi hanno dato vita a qualcosa che molto assomiglia agli stati generali del Piano di indirizzo territoriale della Toscana. Una giornata a ragionare circa la sua messa in opera, le sue implicazioni, le linee interpretative possibili a fronte delle sfide cui il territorio toscano è sottoposto. Dalle pressioni speculative ai parchi eolici, ai campi da golf, ai porti turistici, al patrimonio collinare. Il ruolo dell informazione nelle scelte collettive Tematica cruciale. Chi i giornali non li fa ma li legge, avrebbe pensato che un simile impegno politico-amministrativo costituisse una «buona» notizia. Un segno - a fronte delle piazze virtuali e materiali che inveiscono contro il palazzo - che cè ancora una politica che si propone come capacità istituzionale e come responsabilità pubblica che continua a lavorare, valutando il miglioramento delle proprie prestazioni. Una politica che si preoccupa delle ragioni sostantive della propria legittimazione: dunque, dellefficacia del proprio agire. Eppure le 700 copie del Pit, esaurite nello spazio di un mattino, insieme a otto ore di discussione, non ce lhanno fatta a costituirsi in notizia. Solo una qualche sonora contestazione avrebbe potuto tirar fuori dal cono dombra levento. Oppure, solo se la discussione avesse assunto una netta configurazione anti o contro qualche ipotesi progettuale, allora sì che avrebbe avuto la certezza di echi e commenti sui media. Locali e non. Rilevare un simile dato di fatto non significa stupirsene. Qualunque giornalista lo liquiderebbe con il consueto «è la stampa bellezza». E reclamerebbe una sua predilezione deontologica per tutto ciò che ha il sapore del controllo della pubblica opinione sul potere e le sue scelte. Ma la questione, nellattuale vicenda toscana del governo del territorio, ha un rilievo meno scontato. Riguarda il ruolo che i media intendono esercitare nel dibattito pubblico che sta investendo i nostri territori. E come tale merita una riflessione attenta ad opera sia di chi fa informazione sia dei cittadini che ne utilizzano i servizi. Il Piano di indirizzo territoriale, comunque lo si giudichi, è adesso chiamato a tradursi in risultati. Che dipendono in gran parte da come i Comuni toscani, con lausilio delle Province, lo sapranno utilizzare per aprire una nuova fase nellamministrare le proprie risorse territoriali. Il valore peculiare del territorio toscano e del suo paesaggio ne pongono la gestione al centro di unattenzione che travalica i confini e le responsabilità delle singole amministrazioni. Non cè operazione urbanistica, paesaggistica o infrastrutturale che non sia contornata da quella miscela ormai consueta i cui ingredienti sono gruppi di cittadini - fautori dellopzione «0» - che si costituiscono in comitati, alcuni opinion makers che hanno accesso agevolato sulla stampa nazionale, operatori imprenditoriali che chiedono semplicità e certezza amministrativa in cambio di opportunità di reddito e non di rendita, mentre ai sindaci si domandano sviluppo, welfare, meno tasse e tutela dei valori territoriali identitari e del loro significato estetico. Tutto questo non attiene alleterna ambivalenza degli italiani che troppo delegano e mai si fidano. Ma affonda la sue radici nella storia della democrazia toscana, al suo costante combinare, fino a ieri, partiti ben organizzati sul territorio e controllo sociale diffuso. Una combinazione di cui oggi il primo termine è in attesa di un nuovo sistema politico mentre il secondo si dibatte tra i poli della defezione scettica e la protesta preventivamente sospettosa. La buona stampa ha a questo punto una missione cruciale: non solo registrare il giustapporsi delle posizioni e dei rispettivi postulati pregiudiziali a seconda del loro impatto mediatico ma favorire il formarsi e il confrontarsi degli argomenti a sostegno delle analisi e delle linee dazione. Non so se i diretti interessati ritengono o meno che un simile «progetto» sia funzionale alle rispettive linee editoriali oltre che alle diverse sensibilità culturali e redazionali. So che un simile orientamento sarebbe di aiuto essenziale per la qualità di quella partecipazione che il governo del territorio in Toscana assume come una sua modalità intrinseca, una condizione della sua efficacia e un fattore essenziale della sua originalità: una partecipazione civica effettiva, che coinvolga linformazione e lattenzione dei cittadini alla formazione delle decisioni collettive che competono alle istituzioni democraticamente elette.