Cemento e polemiche.Una ricerca di Pucci sull'origine degli edifici abbattuti per far posto a Borgo Ducale -------------------------------------------------------------------------------- MASSA. «Un importante importante documento ritrovato all'Archivio di stato di Massa, attesta la storicità della segheria di via dei Margini, oggetto della sospensiva cautelativa della soprintendenza di Lucca e Massa-Carrara». Lo sostiene Brunello Pucci, autore del ritrovamento, che spiega: «Nella ricerca sui vecchi catasti la segheria appare già nell'anno 1887, quindi considerando i tempi di realizzazione con ogni probabilità l'origine è da ricercarsi un decennio prima, cioè nel 1877». Secondo quanto attesta il documento, la proprietà di «segheria ad acqua per marmi ad 8 telai e frullane "la pescatora"» era inizialmente dei Guerra, Conti Ugolino di Massa (lo storico casato), passata poi alla famiglia Menzione Giovanni nel 1895. Ciò si evince chiaro, dal catasto Estense di Maria Teresa, che riassume gli anni dal 1820 al 1892». Quindi, documentata a l'appartenenza della segheria all'Ottocento e accertata la sua importanza storica, chiede: «Gli architetti del Comune e i progettisti, cosa avevano negli occhi per non rendersi conto del bene che andavano a demolire?» Sarebbe bastato un minimo di attenzione in più per salvare un bene architettonico, magari permettendo l' inserimento sotto i telai antichi di un bar, un ristorante o uffici, ma comunque le visitabile per il pubblico e le scolaresche. Conservando una fabbrica della primigenia rivoluzione industriale nella provincia di Massa Carrara dalla caratteristica ruota, avremmo salvato la storia lavorativa di un popolo fiero come gli Apui, e avremmo avuto modo di percepire una struttura di archeologia industriale. Ciò avrebbe anche contribuito - chiude il professore - ad attrarre turismo culturale conferendo prestigio allo stesso progetto di Borgo Ducale, per l'aumento di valore degli immobili».