Il parere della Sovrintendenza ai Beni Archeologici spazza via tutti i dubbi: «Le tribune in legno devono essere tolte al più presto - conferma il Sovrintendente Giovanni Azzena - questo è il punto di partenza di qualsiasi discorso sull'anfiteatro. Poi possiamo sederci tutti attorno a un tavolo e trovare una scelta condivisa, che sarebbe l'ideale. Possiamo ragionare su come si può salvare lo spazio per gli spettacoli, su dove sistemare il palco. Ma i nostri rilievi tecnici ci dicono che è ora di levare il legno dalle rovine». Dunque Regione e Sovrintendenze la pensano allo stesso modo. Mentre il Comune resta perplesso, soprattutto sui costi dell'iniziativa: «Lunedì prossimo effettueremo il sopralluogo sulla struttur a - spiega il presidente della commissione Cultur a, Ma urizio Porcelli - ma stiamo già ragionando sugli aspetti tecnici. Un a possibilità sarebbe togliere le tribune in legno soltanto dal terzo anello. Ma anche in questo caso si perderebbero 1100 spettatori: signif ica che artisti come Zucchero o Fiorello non verrebbero più a Cagliari. E siete sicuri che i cagliaritani vogliano questo? ». BUSINESS E GRANDI interessi si scontr ano con gli interessi storici e natur alis ti del monumento: questo sembra il vero braccio di ferro che va in scena all'ombra di viale Fra Ignazio. E c'è chi vuole anteporre gli interessi economici a un inter - vento che, a detta dei giudici del Ta r, non sarebbe più rinviabile. Res ta il problema dei costi, tutt'altro che secondario: «Il Comune non ha il mezzo milione di euro necessario per togliere tutto il legno - ribadisce Porcelli - quindi qualcuno, a cominciare dalla Regione, deve venirci incontro. Non bastano gli slogan, qui c'è un problema di risorse. Tr overemo insieme alla commissione la soluzione più adatta. ma Cagliari ha urgente bisogno di una nuova area per gli spettacoli e i grandi eventi cultur ali». Eppure il rimedio potrebbe arrivare dalla proposta lanciata da Beppe Grillo: un palco davanti alle rovine, senza calpestarle mai più?