Il caso. Tecnici e ambientalisti d'accordo: "Sotto le tribune in legno può nascondersi un vero disastro" Jac opo Norf o jaco po. norfo epolis.s m Il vero pericolo scorre sotto le tribune in legno dell'anfiteatro romano. Un rischio che si chiama "danni irre versibili" per il monumento più amato dai cagliaritani. Quello che ora turba tecnici e ambientalis ti è infa tti l' inc ubo di lesioni permanenti alle rovine archeologiche, che potrebbero essere state causa te proprio dalla lunga permanenza (oltre otto anni) della "legnaia" sul teatro. Paolo Scarpellini, dire ttore regionale dei Beni Cultur ali e Paesaggistici, non può escluderlo: «Sic ura mente quelle tribune non hanno fatto del bene al monumento - osser va - e certamente troveremo dei danni, mi auguro non gravissimi, provocati dalla presenza dei tasselli necessari per sostenere le tribune. Si tratta di capire di che entità sono questi danni. Questo è un altro motivo che ci spinge a chiedere al più presto la rimozione del legno, in modo da verif icare attentamente cosa è avvenuto». E MENTRE SC ARPELLINI osserva che «una soluzione per salvare gli spettacoli si può trovare con un palco tra l'anfiteatro e l'orto botanico», il rischio concreto di danni ambientali è denuncia to anche dagli ecologisti del Gruppo di In tervento giuridico. «Ci sono ben 64 punti di attacco del legno sulle rovine dell'unico anfiteatro natur ale romano della Sardegna - afferma il presidente Stefano Deliperi - e a questo si aggiungono otto anni dur ante i quali migliaia di persone si sono accalcate sopra le gradina te. Non solo: quando finalmente verrà liberato il monumento, bisognerà fare grande attenzione a non peggiorare la situazione, a non fare altri danni. La realtà è una sola: queste tribune in legno sono abusive già da quattro anni, e il Tar ha definito improcedibile il ricorso del Comune di Cagliari. Bisogna sbar accare e possibilmente in fretta». E se il Comune giur a di non avere i soldi per l'operazione anti-le - gno, gli ambientalis ti lanciano la provocazione: «Bas terebbe che i consiglieri comunali facessero meno viaggi all 'estero - continua Deliperi - oppure che il Comune spendesse di meno per i suoi grandi eventi e per il Capodanno cagliaritano. Oppure ancora che si evitassero le transvolate sul Roland Garros dell 'a ssessore Pellegrini. Si spendono tantissimi soldi in progetti inutili, questa volta c'è invece da salvare la storia della città. Un referendum popolare? Non ci facciano ridere: si sono già espressi anche i giudici». Il dibattito in città è sempre più acceso. Il Tar aveva detto che entro ottobre si doveva procedere alla "liberazione" dell'anfiteatro: ormai manca poco.