ROMA Divampa la polemica nella maggioranza e nel governo sugli emendamenti al decretone che accompagna la Finanziaria 2004. n relatore del decreto nella Commissione bilancio del Senato, Ivo Tarolli, come aveva spiegato ieri al Corriere, ripete di aver ricevuto direttamente dal ministero dell'Economia le proposte di modifica. Compresa quella che prevede il silenzio-assenso delle Sovrintendenze per la vendita di immobili pubblici di pregio, n ministro per i rapporti con il Parlamento, Carlo Giovanardi, sostiene però che quegli emendamenti non sono stati controfirmati da lui e che quindi non sono autorizzati. Il coordinatore di An, Ignazio La Russa, ripete che «la linea del governo non è quella», mentre il sottosegretario all'Economia, Maria Teresa Armosino, dice di non saperne nulla. Che il pacchetto degli emendamenti sia uscito dall'Economia pare assodato. Tanto che al ministero di Giulio Tremontì spiegano, anche per tranquillizzare i preoccupatissimi ministri dei Beni culturali e dell'Ambiente, che la procedura del silenzio-assenso sulla vendita degli immobili di pregio, sebbene necessaria, potrebbe essere allungata fino a 90 giorni. Che tuttavia le proposte di modifica del decreto non siano state concordate dal Tesoro con gli altri ministeri, a questo punto, sembra altrettanto evidente. La polemica, per giunta, non investe solo la vendita degli immobili che possono avere un valore artistico e culturale. Il pacchetto degli emendamenti proposti dal Tesoro e firmati da Tarolli interviene infatti, e in modo pesante, anche sulle cartolarizzazioni immobiliari e sulla Tecno-Tremonti, suscitando anche in questo caso sorpresa e critiche. La Difesa contesta il blitz con il quale sono stati reinseriti circa 4.500 alloggi in uso ai militari, per un valore stimato compreso tra 1,5 e 2 miliardi di euro nelle cartolarizzazioni di Scip 3. «Se l'emendamento fosse stato suggerito dai rappresentanti politici dell'Economia - dice il sottosegretario Francesco Bosi - si tratterebbe di una grave scorrettezza». Sulle case della Difesa è probabile che presto si faccia sentire anche An, che pochi mesi fa aveva già bocciato in Parlamento la medesima proposta, costringendo il governo a ritirarla. Protesta anche Lucio Stanca, ministro dell'Innovazione, per le modifiche previste dagli emendamenti del relatore alla Tecno-Tremonti. «La proposta limita notevolmente l'incentivo all'innovazione tecnologica digitale, ovvero informatica e telecomunicazioni» dice Stanca. Nella confusione è slittato a oggi il previsto vertice tra il relatore e i capi-gruppo della maggioranza in Commissione, che doveva servire per scremare gli emendamenti dei senatori della Cdl (più della metà dei 2 mila complessivamente presentati, tra i quali si confermano le tasse su fumo, alcol e materiale pornografico per finanziare Università e ricerca). Il vertice, a questo punto, servirà anche per un chiarimento politico, e sarà esteso ai capigruppo della Commissione bilancio della Camera. Anche se la presenza del ministro Tremonti non è assicurata.
Vendite, duello anche sulle case dei militari
La polemica riguarda gli emendamenti al decretone che accompagna la Finanziaria 2004. Il relatore, Ivo Tarolli, sostiene di aver ricevuto le proposte di modifica dal ministero dell'Economia, ma il ministro Carlo Giovanardi afferma di non averle controfirmato. Il coordinatore di An, Ignazio La Russa, sostiene che la linea del governo non è quella. Il pacchetto degli emendamenti include modifiche sulla vendita di immobili pubblici di pregio, cartolarizzazioni immobiliari e la Tecno-Tremonti. La Difesa contesta il blitz con cui sono stati reinseriti i 4.500 alloggi in uso ai militari.
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