A Dario Disegni, segretario generale della Fondazione per lArte della Compagnia di San Paolo, chiedo quale è il suo punto di vista sul mondo della formazione. «La scuola sta conoscendo unevoluzione importante, diverse riforme si susseguono e spesso si sente parlare di crisi. È una realtà che merita molta attenzione e come Fondazione abbiamo individuato alcune esigenze primarie, come il rafforzamento dellautonomia scolastica o la necessità di una maggior diffusione della cultura scientifica tra gli studenti. In Italia abbiamo pochi dottori di ricerca in settori tecnologici fondamentali per lo sviluppo». Come affrontate il problema dellorientamento? «Con una corretta politica di orientamento è possibile aiutare gli studenti a scegliere meglio, lobiettivo principale della Fondazione nei confronti dei giovani è infatti sviluppare il loro potenziale, investendo sulle eccellenze anche dopo il percorso universitario con programmi post dottorato. In tal senso, per esempio, abbiamo promosso in collaborazione con il Politecnico di Torino lattività dellIstituto Superiore Mario Boella per lo studio delle Ict o quella del Collegio Carlo Alberto di Moncalieri, che è rinato ospitando vari Istituti di alta formazione in campo economico, finanziario ed economico giuridico». Lanno scorso è stata discussa con il Ministero dellUniversità lipotesi di creare un ateneo privato a Torino, che vedeva il diretto impegno della Compagnia... «Cè stato un confronto molto produttivo, che prosegue con un progetto di collaborazione con lUniversità pubblica di Diritto ed Economia. Una scuola giuridica di alto profilo sul nostro territorio è sicuramente un interesse condiviso da tutti a favore della città». Molte vostre iniziative sono rivolte anche alla formazione nel campo dei beni artistici e culturali... «Certamente, un altro obiettivo molto importante è incoraggiare i giovani alla conoscenza del patrimonio artistico nazionale, che è una risorsa strategica per il Paese. Proprio in questi giorni per la mostra "Afghanistan, i tesori ritrovati" abbiamo chiesto e ottenuto dalle autorità di Kabul di prorogare lesposizione per due mesi, così gli studenti potranno accedervi durante il periodo scolastico. Il valore didattico della mostra non risiede solo nella visione dei capolavori presenti, ma anche negli approfondimenti tematici, nellidea, per esempio, dellAfghanistan come crocevia di antiche civiltà». Oltre alla didattica culturale serve quindi anche quella civica.... «I giovani devono sviluppare il senso civico, abituarsi a diventare cittadini dellEuropa. I loro punti di riferimento rischiano di essere modelli superficiali come quelli proposti dalla televisione. È indispensabile proporre alternative. Le iniziative rivolte agli adolescenti, come il Bookstock Village alla Fiera del Libro o il Progetto Nazionale "Nati per Leggere", il cui fine è ribadire limportanza formativa della lettura, vanno in questa direzione». Quale consiglio darebbe agli studenti e agli insegnanti torinesi? «Li inviterei a sfruttare pienamente la fortuna di vivere a Torino, un luogo con unofferta culturale straordinaria. È fondamentale che gli insegnanti partecipino alla vita intellettuale della città per evitare lisolamento nella cosiddetta torre davorio, per confrontarsi con le altre realtà presenti e non rischiare di discutere di formazione solo tra colleghi e in senso specificamente tecnico». Quale indirizzo segue la Fondazione nelle scelte di sostegno e collaborazione con il mondo della scuola? «La Fondazione è molto attenta allo sviluppo delle metodologie didattiche e ha in cantiere vari progetti rivolti a differenti discipline. Per noi è importante operare con scelte strategiche e non rispondere soltanto a mere richieste di contributi. Non ci interessa la politica dei finanziamenti "a pioggia", ma la promozione di grandi programmi con un alto contenuto di innovazione. Prima ancora che risorse economiche noi mettiamo a disposizione risorse progettuali e competenze professionali. In queste senso la Fondazione si propone con grande entusiasmo come un laboratorio, capace di far avanzare la crescita culturale e civile del Paese».