Il prima e il dopo A Bonzeno un intervento che suscita perplessità IL PRIMA Il vecchio complesso rurale del nucleo storico di Bonzeno, frazione di Bellano arrampicata sulla montagna tra i castagni Il prima e il dopo. Come trasformare una vecchia casa rurale, in simbiosi con il posto, in un gigantesco complesso multiappartamento che si fa un baffo dell'armonia dei volumi e che snatura del tutto l'edificio originario. Senza niente di innovativo, qualità architettonica zero. È un esempio di una prassi radicata nello stile di edificazione dalle nostre parti, ma anche altrove nel Belpaese: quando al bello si aggiunge il brutto, o meglio quando la sciatteria edilizia, ingorda di metri cubi, aggredisce scorci, promontori, frazioni, vecchi nuclei e se li pappa risputando distese di cemento troppo grandi, troppo vistose, troppo colorate. Troppo tutto. È l'architetto Anna Bertarini Monti, milanese ma con radici ben salde a Bellano dove vivevano i suoi nonni, a denunciare l'ennesimo scempio perpetrato nel suo paese: «Una cosa orrenda rispetto all'ambiente - dice - e visto da dietro, quel complesso è anche peggio: passerelle e costruzioni che hanno destrutturato la logica e la grazia di un vecchio fabbricato senza pretese ma ben inserito nel contesto tra lago e montagna». Bonzeno, frazione alta di Bellano, arrampicata sulla montagna, tra prati e castagneti, «completamente devastata da una pesantissima edilizia (7.600 metri cubi, pare) ancora in piena attività: sotto adesso con il centro storico». L'architetto Bertarini non si arrende ma allarga le braccia: «Mi è capitato di lavorare a Bellagio e Pescallo dove, forse perché la tutela del paesaggio è fortissima e la guardia alta, non si può impunemente costruire. Qui è diverso: la commissione paesaggistica dà spesso e volentieri il benestare, poi avvallato dalla commissione edilizia. Così nascono pasticci attribuibili in gran parte al fatto che gli esperti dei Comuni non hanno quasi mai una preparazione culturale». Il progetto dell'edificio in questione - racconta l'architetto - era stato accettato in fiducia perché in area centri storici, dove vigono precisi vincoli di salvaguardia. C'era perciò da stare tranquilli, in teoria, ma quando hanno preso forma i primi segnali di uno snaturamento invasivo, a niente sono serviti gli inviti a vigiliare e le interrogazioni alla commissione edilizia: «Non mi hanno neanche risposto». E il ricorso presentato comunque era stato poi bloccato con dichiarazioni di regolarità, tirando in ballo un «recupero urbanistico». Il prima e il dopo: «Ora è lì da vedere il risultato. L'antico volume è stato allargato, allungato, accorpato, alzato e così anche i corpi laterali, con un progetto estraneo all'ambiente e molto discutibile, dopo aver abbattuto tre grandi pini e l'unico parcheggio. È giusto che tutto finisca così, con l'ultima tinteggiatura prevista "giallo intenso" per evidenziare ancora meglio quello che hanno fatto?». Alla Bertarini Monti non resta che puntare il dito contro «i poteri locali, che per indifferenza, interessi personali o di partito o altro tutto accettano, magari con la giustificazione di una provvidenziale entrata di oneri urbanistici nelle casse del Comune. Che non si possono nemmeno paragonare al danno irreversibile per il patrimonio collettivo. Quando il territorio è distrutto non c'è più niente da fare».
La brutta fine del nucleo storico Denuncia: In questo modo si distrugge il territorio
L'architetto Anna Bertarini Monti denuncia l'ennesimo scempio edilizio nella sua frazione di Bellano, Bonzeno, dove un complesso rurale è stato trasformato in un gigantesco complesso multiappartamento. Il progetto, accettato in fiducia per la sua posizione nel centro storico, ha subito una serie di modifiche che hanno snaturato l'edificio originario e destruito la logica e la grazia del vecchio fabbricato. L'architetto sostiene che la commissione paesaggistica e edilizia non hanno fatto abbastanza per controllare la costruzione e che gli esperti dei Comuni non hanno una preparazione culturale sufficiente. Il risultato è un edificio discutibile e danneggiato per l'ambiente.
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