Meraviglioso come una reggia, possente come un forte, superbo come un sogno di grandezza: il castello di Masino accende, oggi, altri fuochi del suo splendore riacquistato. Due lunghe operazioni di restauro hanno reso abbagliante la Terrazza Pensile affrancata dal degrado e fatto uscire dal bozzolo della rovina il Palazzo delle Carrozze, l'edificio adiacente a questo maniero acquisito nel 1988 dal Fondo per l'Ambiente Italiano. Lavori resi possibili dall'integrazione di interventi pubblici e privati per un totale di 1 milione e 200 mila euro: cifre colossali per un complesso che, data la va-stità e le ferite del tempo, «pretende - come nota Marco Magnifico, direttore generale culturale Fai - lavori enormi ed eclettici». Sinora il castello, per invertire la rotta che lo portava al punto del non ritorno, ha «ingoiato» 12 milioni di euro. Oggi l'evento si celebra tra aria di festa e punte di polemica: ancora «incombe il rischio Mediapolis», la nascita, cioè, d'un mega parco tematico che, secondo Giovanna Incisa Cattaneo, presidente del consiglio regionale Fai, potrebbe, data la sua vicinanza, «inquinare quest'area incontaminata di Canavese con prevedibile contorno d'infrastrutture e attività commerciali: non diciamo no al progetto, anche se ci domandiamo quanta parte della nuova occupazione sbandierata da Mediapolis sarà, in realtà, formata da precari. Chiediamo solo che venga realizzate in un territorio di minor pregio ambientale». Liliana Pittarello, neo direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici del Piemonte non lascia cadere il «grido»: «Non mi piace per niente l'idea che qui venga realizzato un parco come quello che mi descrivete». Promette: «Vedremo quanto, ancora, si potrà fare. Io, comunque, sono con voi». Ma, oggi, non è tempo per le ombre. Si ammira la Terrazza Pensile restaurata su progetto finanziato dal Ministero e redatto dalla Sovrintendenza. Un intervento «pieno di sorprese», diretto dall'architetto Giuse Sclava: «Abbiamo, tra l'altro, ritrovato le strutture d'una loggia con colonne in granito e lasciato, a testimone, un basamento. E riportato alla luce una grande meridiana» Il «segnatempo» ha ripreso, adesso, a disegnare sul muro del fronte Sud la fuga delle ore. Nuova vita per il Palazzo dov'erano scuderie e carrozze. Il progetto dell'architetto Paolo Cattaneo e dell'ingegner Lorenzo Jurina ha interessato 1600 metri quadrati di superfici interne. Cattaneo: «L'importante ambiente che era diventato una sorta di magazzino, s'è trasformato in una sala polifunzionale per convegni, matrimoni, eventi culturali e mondani». Nel sotterraneo completamente ricondizionato, ecco le 14 carrozze dei Valperga: dalle «vis-à-vis» che ospitavano due passeggeri l'uno di fronte all'altro, a quelle piccole per l'addestramento dei cocchieri, dai veicoli adatti al «fuoristrada» a quelli imponenti come Rolls-Royce per far sfoggio d'eleganza o avventurarsi in lunghi viaggi. A Masino i sogni non si fermano: ora s'ipotizza l'impiego delle stanze al primo piano che furono degli addetti alle scuderie. Potrebbero diventare appartamenti per convegnisti o, magari, come ipotizza il rettore del Politecnico, Francesco Profumo, per studenti d'una «summer school». Ma si guarda anche più lontano: c'è la biblioteca che richiede urgenti restauri, ci sono le cantine pronte a diventare sede d'una prestigiosa enoteca: «Tutto serve per la gestione economica del castello - dice Magnifico -. Oggi, con i biglietti, copriamo il 60 delle spese ordinarie (al Louvre la percentuale è del 35). Ma i soldi non bastano mai».
Finiti i restauri Il castello di Masino si riscopre reggia
Il castello di Masino, in Piemonte, è stato restaurato grazie a due operazioni di restauro che hanno richiesto 1,2 milioni di euro. La Terrazza Pensile è stata restaurata grazie a un progetto finanziato dal Ministero, mentre il Palazzo delle Carrozze è stato restaurato grazie a un progetto di 1600 metri quadrati di superfici interne. Il castello è stato acquistato dal Fondo per l'Ambiente Italiano nel 1988 e ha ingoiato 12 milioni di euro in lavori. Oggi si celebra la sua riapertura, ma c'è anche la paura che il castello possa essere trasformato in un mega parco tematico, come Mediapolis, che potrebbe inquinare l'area.
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