Venezia «Fine della corsa». Se mai ce ne fosse bisogno, ecco la conferma che per il presidente della Regione, Gian-caijo Galan, il viaggio di Davide Croff dalla guida della Biennale è giunto al capolinea ben prima della naturale scadenza di gennaio 2008. Un segnale di sfiducia chiaro, dopo quello del sindaco Massimo Cacciari. Regione e Comune sono sempre più uniti contro Croff, che nel frattempo cerca sponde romane, ma che a livello locale è messo alle corde in una battaglia senza esclusione di colpi. La difesa fatta ieri da Croff sull'Archivio storico delle arti contemporanee, con entusiastico bilancio dell'attività dell'esposizione di arte contemporanea, si è rivelata un boomerang, perché ha dato il fianco a Galan per l'ennesimo affondo. «Forse - ha commentato il governatore - si dev'essere trattato di un bilancio non richiesto, forse di una nuova autopromozione, forse dell'ennesima riprova che Davide Croff non ha capito nulla, se si tratta di rifondare la Biennale. D presidente ha presentato numeri e statistiche di visitatori sbandierati ai quattro venti come usano fare le aziende di promozione turistica. Non ci siamo proprio, non ci siamo affatto». E Cacciari ha rilanciato: «Senza voler polemizzare -ha detto il sindaco - sarebbe stato opportuno che prima di presentare bilanci, ci fosse stata una discussione su programmi e strategie in consiglio di amministrazione. Ricordo che qualche mese fa ci fu quell'atto non certo irrilevante di una riunione in cui né il rappresentante della Regione, ne il vicepresidente (Miracco e Cacciari, ndr) hanno votato il bilancio». «Bene - ha aggiunto Cacciari - mi sarei aspettato che, dopo quell'episodio, in cda ci venissero presentate le strategie della fondazione. Non solo questo non è mai avvenuto, ma Croff continua a parlare di bilanci e strategie altrove. Mi limito a questo. E basta». Secondo Cacciari, ma soprattutto secondo Galan, la Biennale va rifondata dal punto di vista culturale e operativo. «Bisogna pensare - ha detto il governatore - a un progetto che sia «all'altezza di una sfida culturale, artistica, estetica che deve innalzarsi a dimensioni planetarie». «Idee e uomini nuovi». Questo chiede Galan, mandando un messaggio allo stesso Cacciari, proteso alla ricerca di un nome da sottoporre al ministro Rutelli. Il sindaco, dopo aver preso atto del rifiuto di Paolo Baratta, avrebbe un altro nome nel cassetto, visto che i vari Sandro Parenzo (produttore televisivo) e Gianfranco Mossetto (economista ed esperto di beni culturali) non paiono aderire al criterio della rilevanza internazionale, che sembra quello seguito per il sostituto di Croff. Al quale, ormai, in sede locale non è rimasta che la solidarietà di Davide Zoggia, presidente della Provincia, nemmeno poi tanto granitica. «Se mi si spiega cosa non è funzionato nella Biennale in questi tre anni e quali sono i progetti futuri della Biennale- ha fatto sapere Zoggia - sono pronto a sedermi attorno a un tavolo e discutere su nomi nuovi. Anche se resto dell'idea che a Venezia sarebbe necessario dare comunque qualche segnale di stabilità istituzionale». Di bilanci e programmi chiede di discutere anche Pietro Polena, presidente della commissione cultura alla Camera, il quale manda un monito a Rutelli. «Alla commissione - spiega Polena - spetta il compito di ratificare la nomina del presidente della Biennale; ma al vicepremier voglio far sapere fin da ora che non accetterò di votare a scatola chiusa, su nomi calati dall'alto». L'invito di Folena è chiaro: «Aspettiamo che Rutelli ci dica quando è disponibile a venire in commissione a riferire su bilanci e prospettive della Biennale, e apriamo il nostro tavolo anche alle istituzioni locali». Insomma, nessun blitz che escluda il Parlamento. «Nel frattempo - aggiunge Folena - credo che le vicende della fondazione veneziana non dovrebbero essere oggetto di tifoseria preventiva da parte di questa o quella parte politica. La presidenza della Biennale dovrebbe sfuggire a polemiche politiche e rappresentare un momento alto di programmazione». E secondo il presidente della commissione di Montecitorio, la carica dovrebbe essere ricoperta proprio da una figura di spessore culturale. «Senza voler dare giudizi su questa gestione della Biennale - conclude -così come per la Rai, credo più a personalità di alto profilo culturale che ai manager». E nel frattempo Galan lancia la proposta di organizzare a breve un convegno internazionale, una specie di "stati generali" sulla cultura e sulla Biennale in particolare. «Sarà l'occasione - fa sapere il governatore - per discutere, riflettere, insomma per riprogettare la Biennale, e tutto ciò assieme con chi è solito misurarsi con le avanguardie culturali e arti-stiche italiane e internazionali». E, perché no, per trovare il sostituto di Croff. A meno che una recente boutade di Cacciari non venga presa sul serio: «II presidente della Biennale? - aveva detto qualche tempo fa il sindaco-filosofo - a questo punto lo potrei fare io...».