Dopo lo sciopero dello scorsolo settembre, giorno in cui sono rimasti chiusi i principali siti e musei italiani, iniziano ad arrivare le prime risposte del ministero per i Beni e le attività culturali sulla questione ormai storica dei precari. Il sottosegretario Andrea Marcucci ha infatti dichiarato che a partire dal prossimo mese di ottobre il ministero procederà alla stabilizzazione di 1397 lavoratori precari del ministero, riferendosi a quei lavoratori più conosciuti come giubilali, entrati cioè in forza durante il giubileo del duemila. Una stabilizzazione attesa da tempo e che consiste nella sottoscrizione dei contratti di lavoro individuali a norma del comma 519 della legge finanziaria . Ma se una parte della vertenza sindacale a questo punto si può ritenere chiusa resta aperta quella che chiede la stabilizzazione anche di 604 assistenti tecnici museali e i precari delle biblioteche statali annesse ai monumenti nazionali che ancora il ministero non sembra invece voler regolarizzare. Per questo il sindacato parla dì un impegno mantenuto solo a metà dal ministro Francesco Rutelli e dal sottosegretario Marcucci. D'altra parte la stabilizzazione degli assitenti tecnici museali -personale tra l'altro molto qualificato - non è una concessione che via del Collegio romano fa a questa categoria, peraltro indispensabile per mantenere aperti i musei con gli orari attuali. La loro stabilizzazione è prevista entro il 31 dicembre secondo la norma della legge finanziaria e secondo le disposizioni della Funzione pubblica e del ministero dell'Economia e delle Finanze. Insomma la vertenza precari ai Beni culturali è tutt'altro che conclusa, anzi il sindacato ha già annunciato nuove iniziative di mobilitazione e di lotta da mettere in campo in tutta Italia che resteranno in piedi sino a quando non si avranno le risposte relative alla loro assunzione nei ruoli entro la data indicata dalla legge finanziaria. Questo potrebbe voler dire altri week-end con i portoni dei musei chiusi: per sciopero.