CASTROVILLARI. Alla riscoperta della Magna Grecia, dei suoi siti, dei suoi uomini come il mitico atleta olimpionico plurivittorioso e stratega dell'esercito, il guerriero Milone, il filosofo Pitagora, il tiranno Telys, dei suoi fenomeni: della sua città più grande, Sibari, prima della distruzione per la guerra contro Crotone. Ricorda il geografo greco Strabone, nato ad Amasea, verso il 58 a.C., morto tra il 21 e il 25: "Sybaris aveva raggiunto tal grado di prosperità da esercitare l'egemonia su quattro popoli limitrofi; le erano soggette venticinque città; trecentomila persone vivevano nel cerchio delle sue mura". "Il mito della guerra di Sybaris " di Antonino Ballarati, edito dal Coscile, verrà presentato domani, alle ore 18,00 nel Circolo cittadino di Castrovillari, dove interverranno l'assessore provinciale al lavoro, Donatella Laudadio, la curatrice della Collana Narrativa de "Il Cosciale", Isabella Laudadio, l'editore Mimmo Sancineto, l'ispettore onorario della Soprintendenza, Gianluigi Trombetti, ed il presidente del Circolo, Biagio Murianni, che introdurrà la presentazione. La riduzione narrativa punta a soddisfare il bisogno di fornire una spiegazione ad avvenimenti effettivamente accaduti che Ballarati tratta con dovizia di particolari anche artatamente costruiti e ben romanzati. Un'occasione per capire meglio da dove proviene la storia del nostro territorio e per riflettere sulle storiche ricadute. L'appuntamento è un'altra chicca di Ballarati, da sempre accanito del mondo omerico che, dopo aver dato alle stampe "La leggenda della Guerra di Troia", apprezzata ovunque per i suoi spaccati grazie alla ingegnosità di riargomentare ed inventare ad hoc, ci riprova efficacemente con un avvenimento epico che esalta al massimo lo splendore della più grande città della Magna Grecia, Sybaris, la più importante metropoli occidentale, il cui tramonto segnò il crepuscolo dell'espansione greca in Occidente e l'aurora dell'impero romano. L'autore in questo suo secondo libro ricostruisce e racconta i fatti storici che hanno immediatamente preceduto la distruzione di Sibari, una splendida e fiorente colonia greca, fulcro, intorno al primo millennio a.C., di una intensa attività culturale e di una non meno vivacità economica.