Inaugurazione il 12 ottobre del maestoso complesso monumentale nel Torinese. Dopo due secoli di abbandono il 12 ottobre viene finalmente aperta al pubblico la Reggia di Venaria, nell'hinterland di Torino. Inclusa nel patrimonio mondiale dell'Unesco dal 1997, la Versailles italiana, la reggia seicentesca edificata da Carlo Emanuele II di Savoia, abitata fino all'invasione napoleonica che ne ha segnato il declino e l'inizio del degrado, è stata restaurata aprendo il più grande cantiere culturale della storia europea. Si è infatti lavorato su 240 mila metri quadri, spendendo però circa mille euro al metro quadro, meno di una casa popolare. In totale il restauro è costato 250 milioni di euro, giardino compreso e dieci anni di lavori. Il centro di restauro nelle ex scuderie e la Galleria di Diana sono stati i primi spazi ad essere recuperati. A luglio di quest'anno sono stati già riaperti i giardini, ora è al volta del grande museo che sarà ospitato nei piani nobili della palazzina centrale. 20 mila metri quadri dove saranno allestite due mostre: La Reggia e i Savoia. Arte, magnificenza e storia di una corte europea con oltre 400 opere prestigiose provenienti dai maggiori musei d'arte e di storia del mondo; e Ripopolare la Reggia, ideata dal regista inglese Peter Greenaway. Alberto Vanelli, direttore ai beni culturali della regione Piemonte, e Francesco Pernice, soprintendente per i beni architettonici e per il paesaggio sono stati i due direttori d'orchestra di quest'immane cantiere, che nei giorni di massima attività ha visto al lavoro 800 persone contemporaneamente. «Nel 1997 la Reggia era un rudere», ha spiegato Vanelli, «l'unico intervento nei due secoli precedenti aveva riguardato parte dei tetti». Per il resto devastazioni: ancora negli anni '60 i militari di leva dormivano nelle sale affrescate, diroccate. L'unico vantaggio dall'aver avuto a disposizione un rudere è stata la messa a norma della Reggia, che non ha riservato problemi. «I primi fondi arrivarono nel 1998 grazie a tre miliardi di lire ottenuti con l'8 per mille con cui ristrutturammo la chiesa di sant'Uberto», ha spiegato Pernice, «l'anno dopo grazie alla seconda estrazione del Lotto voluta da Veltroni si aggiunsero altri 60 miliardi di lire». Il 1999 è però soprattutto l'anno dell'ok per i fondi europei, 120 miliardi di lire che finanziarono 4 anni di lavoro. Una pioggia di denaro che fu suddivisa in 9 grandi lotti. «Anticipammo l'entrata in vigore della legge sul recupero dei beni artistici, creando due società di progetto e una di controllo», ha proseguito Pernice «ciò ha permesso di non avere mai avuto dei ricorsi alle aggiudicazioni». I problemi piuttosto riguardavano i progettisti: «Spesso non ci credevano», ha spiegato Vanelli, «allora io gli dicevo che l'unico modo per vedere come sarebbe stata Venaria, era chiudere gli occhi». Più difficile convincere le piccole imprese di restauro ad accollarsi i lavori derivanti da bandi anche da 20 milioni di euro. «Abbiamo fatto noi la supplenza organizzativa», hanno aggiunto Pernice e Vanelli che hanno lottato soprattutto perché la qualità non scendesse: «Le ultime 60 cose da fare, sono le più difficili da ottenere dalle imprese, ma sono anche le più visibili a cantiere finito», ha sottolineato Vanelli. Sul valore del recupero bastano due esempi per scacciare ogni dubbio. Il cotto è stato realizzato in 9 diverse tonalità di colore grazie al recupero tra le macerie di alcuni campioni. Sono state letteralmente riattivate delle professionalità, non più restauratori tout court ma specialisti stuccatori e decoratori capaci di lavorare con intonaci prodotti senza resine sintetiche. I lavori però sono tutt'altro che finiti. Nel 2008 sarà ultimato il restauro del secondo e terzo piano della palazzina centrale dove troveranno posto gli uffici di gestione, saranno pronte la scuderia grande e la citroneria dove troveranno posto il museo di Natura e Paesaggio e quello di attività della Mandria, il grande parco dentro cui la reggia sorge. Nel 2010 sarà poi la volta del raccordo con la tangenziale di Torino e del grande parcheggio da 800 posti. L'obiettivo è arrivare a 1,5 milioni di visitatori l'anno.
Riapre la Versailles italiana. Dieci anni per restaurare la reggia dei Savoia
La Reggia di Venaria, un complesso monumentale nel Torinese, è stata inaugurata il 12 ottobre dopo due secoli di abbandono. La reggia, inclusa nel patrimonio mondiale dell'Unesco, è stata restaurata con un costo di 250 milioni di euro, il più grande cantiere culturale della storia europea. I lavori hanno coinvolto 800 persone contemporaneamente e hanno richiesto 10 anni di lavoro. Il centro di restauro è stato aperto nel 1998 e i giardini sono stati riaperti nel luglio di quest'anno. Il museo che sarà ospitato nei piani nobili della palazzina centrale sarà inaugurato nel 2010.
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