OSSUCCIO La Zoca de l'Oli non è ancora stata ferita dai 13mila metri cubi denunciati dal consigliere comunale Alessandro Bordoli, in luogo degli attuali 3mila dell'ex albergo Miralago, ma a seguito del serrato dibattito avvenuto in consiglio comunale lo scorso 26 luglio si fa strada un indirizzo rivolto all'eliminazione della bruttura rappresentata dall'immobile abbandonato da anni, ricettacolo di clandestini, ma con una cubatura inferiore a quella prospettata dalla proprietà, la società a responsabilità limitata Indugom di Milano, rappresentata dall'amministratore Giuseppe Donato. Nel segno della prevenzione di un impatto ambientale che fin d'ora viene definito «inimmaginabile » per gli scavi che dovranno essere effettuati tra l'attuale Miralago e la sovrastante Torre, testimonianza tardo romana o medioevale delle battaglie combattute tra Comaschi e Milanesi, qualche giorno fa il gruppo di minoranza Ausuciates rappresentato da Giordano Castelli, Alessandro Bordoli, Piergiorgio Bariani e Maria Cristina Bonini ha depositato in municipio una mozione con la quale viene sollecitata una più contenuta edificabilità. La mozione dovrà essere discussa in consiglio comunale e posta ai voti nel corso della prossima sessione, entro i primi di ottobre. Nella sostanza, fermo restando il risanamento di una situazione che attualmente offende il paesaggio di Spurano, si mira a dare una sforbiciata a quello che il consigliere Bordoli identifica con «l'abbattimento del vecchio Miralago e la costruzione di una quarantina di casette con 80 camere lungo il colle con tanto di funicolare, galleria da destinare a parcheggio sotterraneo, due piscine, beauty farm, ristorante». Bordoli, a nome del gruppo Ausuciates, per necessaria chiarezza sostiene che «la minoranza non è contraria a un intervento nell'area rivolta alla realizzazione di una nuova struttura alberghiera, ma non approva né potrebbe approvare, un intervento delle dimensioni di quello ipotizzato, sia pur in via del tutto preliminare». Il passaggio obbligato per la realizzazione di una maggiore cubatura tra l'attuale albergo e la sovrastante Torre è rappresentato dall'aggiornamento del Pai, il piano assetto idrogeologico con modifica della classificazione delle aree da classe 4 (non edificabili) a classe 3 (edificabili con l'introduzione di particolari misure di protezione). La zona, infatti, è sovrastata dal Ciapp del Gasc, un roccione dal quale ogni tanto si staccano dei massi che rotolano e rimbalzano sui ripidi pendii. Lo studio di geologia Ghezzi di Milano che da tempo si occupa delle situazioni a rischio nella zona e poco più di un anno fa era intervenuto anche a Lenno per circoscrivere i rischi del Ciapp de Runcaa, all'inizio degli anni 2000 aveva indicato la classe 4 mentre in occasione del dibattito in consiglio comunale il geologo Pietro Breviglieri aveva riconosciuto la possibilità di introdurre una diversa classificazione. A sua volta il sindaco Massimo Castelli, dopo aver ribadito che il Comune per effetto delle nuove norme avrebbe titolo per decidere autonomamente l'aggiornamento del Pai, basandosi sulle indicazioni dei geologi, aveva proposto di richiedere un parere agli esperti della regione e aveva aggiunto che «un giudizio favorevole degli esperti in aggiunta a quello acquisito dallo studio Ghezzi avrebbe assicurato maggiore tranquillità, fermo restando il fatto che un parere negativo avrebbe allontanato la possibilità di effettuare cambiamenti». Il dossier che comprende aggiornamenti nella classificazione di altre aree del territorio ossuccese, diverse da quella del Miralago, è stato inviato a Milano alla fine di luglio con richiesta di parere tecnico accompagnato dalle opportune valutazioni. Ci sono state di mezzo le ferie e il responso non è ancora pervenuto.
Una mozione contro le 80 camere al posto degli ulivi
Il consigliere comunale Alessandro Bordoli ha denunciato che la Zoca de l'Oli, un immobile abbandonato da anni, ha una cubatura di 13mila metri cubi, ma attualmente ne ha solo 3mila. Il Consiglio Comunale ha deciso di discutere la mozione del gruppo Ausuciates, che chiede una più contenuta edificabilità. Il gruppo sostiene che non approva un intervento di grandi dimensioni, ma non si oppone a un intervento alberghiero. Il passaggio obbligato per la realizzazione di una maggiore cubatura è rappresentato dall'aggiornamento del Pai, il piano assetto idrogeologico.
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