Nel 2008 la prima pietra per Santa Scolastica: da Aulenti a Marconi e Purini Museo, la sfida delle grandi firme Dieci architetti di fama internazionale per realizzare il Museo archeologico provinciale a Santa Scolastica. Dalle oltre cinquanta candidature al concorso internazionale, con alcune clamorose esclusioni, la giuria guidata da Amerigo Restucci ha selezionato Gae Aulenti, Massimo Carmassi, Alberto Ferlenga, Anna Maria Indrio, Paolo Marconi, Cesare Mari, Franco Purini, Antonello Stella, Jean Michel Wilmotte e Luca Zevi. Il vincitore si conoscerà a gennaio. A fine 2008 la posa della prima pietra. Aulenti e Purini fra i progettisti in gara. "Nel 2008 la prima pietra" La Provincia ha presentato il concorso internazionale per realizzare a Santa Scolastica lo spazio espositivo un tempo ospitato in Ateneo "Lavori al via entro lanno prossimo", dice il presidente Divella Tanti gli esclusi eccellenti Restucci: "Unopera allavanguardia" Se andrà tutto come ruolino di marcia prevede, entro la fine del 2008 si dovrebbe riuscire a porre la prima pietra del nuovo Museo archeologico provinciale di Bari. Vincenzo Divella, presidente della Provincia, che ieri ha presentato i dieci progettisti selezionati dalla giuria guidata da Amerigo Restucci per lallestimento allex convento di Santa Scolastica (nella foto grande), ci spera davvero. Restituire a Bari il museo chiuso da oltre 15 anni, e una volta ospitato allAteneo, è stata da sempre una priorità della sua giunta. Ma il tempo stringe - mancano due anni alla scadenza del mandato - e dunque bisogna fare in fretta. Al bando di concorso internazionale lanciato nel maggio scorso, con il quale si invitavano i progettisti a farsi avanti, hanno risposto 51 gruppi, dallItalia ma anche da Giappone, Spagna, Olanda, Danimarca. Tutti nomi prestigiosi e dai pedigree altisonanti. «Non è stato facile escludere alcuni fra i nomi più altisonanti dellarchitettura contemporanea - spiega larchitetto Restucci, che insegna a Venezia ma è di origini lucane - ma la commissione si è lasciata guidare da precisi criteri che miravano a un concetto più moderno di museo e che avevano richiesto una valorizzazione complessiva di Santa Scolastica, non staccata dal suo contesto urbano e in grado di vivere come centro culturale e di aggregazione sociale». E così se fra gli esclusi eccellenti compaiono nomi come Portoghesi, Natalini e De Lucchi, fra i magnifici dieci ci sono firme altrettanto prestigiose: da Gae Aulenti, larchitetto milanese che già allepoca della giunta Vernola aveva studiato un allestimento dellArcheologico a Santa Scolastica, al romano Paolo Marconi, architetto che fra laltro ha messo mano al restauro della basilica di Palladio a Vicenza e al castello di SantElmo a Napoli. E poi il fiorentino Massimo Carmassi, il milanese Alberto Ferlenga, la danese di adozione Anna Maria Indrio, il bolognese Cesare Mari, i romani Franco Purini e Antonello Stella, il parigino Jean Michel Wilmotte, il romano Luca Zevi. A loro, che guidano gruppi composti da specialisti di restauro, museologia, archeologia e progettistica nei spiccano quali molti pugliesi (larcheologo Giuliano Volpe, gli architetti Gian Luigi Sylos Labini e Gian Marco Jacobitti, il professor Rocco Carlo Ferrari, gli ingegneri Amedeo e Vitantonio Vitone), spetta il compito di redigere il progetto preliminare del nuovo museo entro 90 giorni dal 18 settembre. A fine gennaio 2008 la stessa giuria guidata da Restucci si riunirà per selezionare il migliore fra gli studi presentati e conferire quindi lincarico per la progettazione definitiva. Entro la fine del prossimo anno, dunque, si spera di riuscire a posare la prima pietra di un museo che, come rimarca Divella, sia in grado di «proiettare la Puglia nello scenario artistico del Mediterraneo». Compito per niente semplice. «Il nuovo Archeologico dovrà essere in grado di raccontare tutte le etnie che si sono sovrapposte in Puglia nel corso dei secoli - rileva Restucci - attraverso anche unesposizione culturale, non semplici vetrine, dei 33mila reperti fra gioielli, monete, ceramiche e armi riconducibili a sei periodi, dal Paleolitico alletà apulo-ellenistica». Non solo. Grande attenzione sarà data anche al rapporto fra museo e città: un fattore, questo, discriminante nella scelta dei dieci finalisti. «Abbiamo voluto - dice ancora Restucci - professionisti capaci di guardare anche al contesto intorno e che sapessero restituire la natura primigenia alledificio». Il budget disponibile è di 12 milioni di euro, stanziati quasi interamente dalle casse della Provincia (la Regione ha contribuito con due milioni). Al progetto preliminare vincitore andranno 50mila euro in conto anticipazione sulle spese di realizzazione, al secondo 30mila e 20mila al terzo. Agli altri partecipanti sarà assegnato un rimborso spese di 5mila euro. E venerdì prossimo i dieci finalisti saranno a Bari per una prima ricognizione a Santa Scolastica.