FIVIZZANO. Un malcostume, che si configura anche con un reato penale: quello di furto, è sempre più diffuso nel territorio lunigianese. Stiamo parlando dell'asportazione delle copertine in arenaria poste sui muretti che delimitano le strade: una vera emergenza verso la quale si stanno cercando rimedi. Non c'è muretto lungo le strade che conducono alle più svariate frazioni che non sia stato depredato dei blocchi in arenaria, pesanti un centinaio di chili che fanno gola a molti e che vengono utilizzati per ornare caminetti o altre zone rustiche delle case, oppure venduti a incauti (magari non sempre) acquirenti. Un fenomeno quello del furto delle copertine in arenaria che è cresciuto da quando sono andate via via scomparendo le numerose cave e annessi laboratori di lavorazione sparsi nel territorio lunigianese. Ora, per molti, la cosa più facile da fare per reperire tale materiale è quello di agire durante le ore notturne, muniti degli indispensabili utensili tipo il piede di porco, e rimuovere dai muretti di recinzione le preziose copertine. Operazione, che vista la pesantezza di tali blocchi, deve essere compiuta da più persone e con mezzi di trasporto idonei. E sullo spinoso argomento, che ha visto anche la presa di posizione di alcuni abitanti che hanno a cuore l'aspetto estetico delle strade, è intervenuto il consigliere provinciale nonché assessore all'urbanistica del Comune di Fivizzano, Paolo Grassi, il quale ha scritto al presidente della Provincia, Osvaldo Angeli e all'assessore ai lavori pubblici dello stesso Ente, Franco Gussoni. «Visto il perdurare dei furti relativi alle copertine in arenaria site lungo i parapetti delle strade provinciali di Posara-Licciana, Posara-Moncigoli-Fivizzano e Sasseto - si legge nella lettera di Paolo Grassi - e nonostante le denunce presentate alle forze dell'ordine dal personale dipendente, si chiede un intervento straordinario per la rimozione delle copertine in arenaria esistenti, con il conseguente risanamento dei muretti, data la loro precarietà, con la realizzazione di cordoli in calcestruzzo in sostituzione dei blocchi mancanti». Grassi chiede poi che «le copertine in arenaria rimosse vengano stoccate presso il magazzino di Soliera per essere posto a disposizione per un utilizzo per eventuali opere pubbliche eseguite dagli Enti istituzionali».