RIPORTATI ALLA LUCE GLI AFFRESCHI SEPOLTI DAL VESUVIO Pronta la Sala delle Nereidi. Ma nel sito archeologico continuano gli scavi Somma Vesuviana. Riapre al pubblico la Villa Augustea: come ogni anno, a conclusione della campagna di scavi, il sito archeologico in località Starza della Regina accoglierà i visitatori che potranno ammirare le nuove scoperte, primi fra tutti gli affreschi raffiguranti tritoni e nereidi, sotto la volta di una sala che probabilmente dava accesso a un impianto termale nella villa attribuita all'imperatore Augusto. Una vocazione ancora da confermare e, stando agli esperti, se ne saprà di più quando sarà analizzato il locale contiguo appena scoperto. La Sala delle Nereidi è in condizioni eccellenti, il fango e la cenere dell'eruzione del Vesuvio avvenuta nel 472 dopo Cristo hanno «sigillato» la stanza permettendo oggi agli archeologi di riportare alla luce gli affreschi in ottimo stato di conservazione. La sala fu intercettata già qualche tempo fa dagli archeologi dell'Università di Tokio che stanno sviluppando ricerche sotto la sorveglianza della Soprintendenza archeologica di Napoli e Caserta, guidata da Maria Luisa Nava. Il team nipponico, coordinato da Satoshi Matsuyama, archeologo all'Università di Tokio e collaboratore di Masanori Aoyagi, responsabile delle indagini e direttore del Museo nazionale di Tokio, è supportato dagli archeologi dell'istituto universitario napoletano Suor Orsola Benincasa, Umberto Pappalardo e Antonio De Simone, nominato di recente, dal vicepremier Francesco Rutelli, city manager della Soprintendenza Archeologica di Pompei fino a dicembre prossimo. Intanto, il movimento culturale «Club P.O.», Fondazione '93, annuncia l'evento della riapertura annuale e il calendario delle visite guidate, gratuite, alla Villa Augustea: si comincia sabato 29 settembre, dalle 16 alle 18, domenica 30 dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 18. E ancora, sabato 6 e domenica 7 ottobre. I responsabili del sito archeologico hanno già annunciato che alcuni giorni saranno dedicati esclusivamente alla visita delle scolaresche. La scoperta della villa romana risale agli anni '30 e già allora si ipotizzò che il complesso potesse essere la residenza dove morì l'imperatore Augusto.