Castiadas, lo dicono gli ambientalisti in un esposto, la replica del Comune . CASTIADAS. Il Gruppo di intervento giuridico e gli Amici della terra proseguono nella loro battaglia contro l'ampliamento dell'Hotel Villa Rei. Giovedì hanno presentato un nuovo esposto alla procura della Repubblica per sapere chi abbia autorizzato i lavori. «La domanda è d'obbligo - sottolinea Stefano Deliperi, portavoce dei due gruppi - dopo che il Servizio di tutela del paesaggio di Cagliari ha detto di non aver rilasciato alcuna autorizzazione e anzi di aver espresso parere sfavorevole sul progetto». La storia. I lavori di costruzione dell'Hotel Villa Rei (poco più di seimila metri cubi) cominciano nel 1964 a Pranu Su Cannisoni. È un imprenditore belga, Eddy Schillemans, a richiedere e ottenere il nulla osta dal comune di Muravera. Dopo un avvio promettente la struttura, una delle prime in assoluto della costa sudorientale, alla fine degli anni Sessanta attraversa una crisi profonda: prima chiude e poi cambiare proprietà una decina di volte. Alla fine del 2004 è acquistato dalla "Sir Rocco Forte e Family", che nel 2005 chiede al comune di Castiadas la licenza edilizia per l'ampliamento con deroga volumetrica. Ad agosto dello stesso anno l'albergo è acquistato dalla "Le Palme" con sede a Roma, legalmente rappresentata dall'avvocato napoletano Stefano Gagliardi. Secondo attendibilissime fonti il reale proprietario dell'albergo sarebbe Roberto Mancini, l'allenatore dell'Inter. La concessione edilizia. Oggi è contestata dagli ambientalisti ma risulta rilasciata il 24 maggio del 2006 dal Servizio urbanistica del comune di Castiadas. «Rilasciata - dicono dal municipio - dopo il parere di fattibilità e legittimità dell'intervento dell'avvocato Giovanni Contu, il parere positivo della Commissione edilizia, la deliberazione unanime del consiglio comunale di Castiadas, che ha concesso in deroga poco meno di 1.350 metri cubi, il parere positivo della Asl 8 e l'autorizzazione per l'esecuzione dei lavori rilasciata dalla Soprintendenza ai beni architettonici per le province di Cagliari e Oristano». Ecco perché - dicono ancora in municipio - le contestazioni degli ambientalisti sono destituite di fondamento.