Gli ecologisti denunciano l'ennesima minaccia al compendio naturale vicinissimo alla spiaggia di Campana. CAGLIARI. I bulldozer sono tornati a sferragliare attorno alle dune di Chia, a due passi dal mare, secondo gli ambientalisti in barba alle norme di tutela e a qualsiasi legge salvacoste. Stavolta il cemento minaccia il lido di Campana, si tratta di seconde case, quelle che il piano paesaggistico regionale vorrebbe bandire dal futuro dell'isola. Il Gruppo di Intervento giuridico e gli Amici della Terra segnalano a tutte le autorità lavori in corso, autocarri che vanno e che vengono, con la stagione estiva ancora in corso e mentre la spiaggia e ancora affollata di bagnanti. E' un esposto dettagliato e documentato con alcune foto, che conferma come il cantiere sia aperto malgrado i vincoli imposti dalla Regione, nonostante il comune di Domusdemaria - sui cui ricade l'area - non abbia un piano urbanistico cui fare riferimento e la distanza dal mare sia ben al di sotto da quella stabilita dalle norme regionali. Stefano Deliperi, che firma il documento trasmesso a tutte le autorità, ipotizza che le nuove costruzioni rientrino in un settore non edificato del vecchio piano di lottizzazione: ma se così fosse, l'impresa potrebbe continuare l'intervento solo dopo la firma di un'intesa fra Regione, Comune e privati. Allora di che cosa si tratta? La risposta spetta alla Guardia Forestale, il cui intervento viene sollecitato dalle due associazioni ecologiste. Non sarebbe la prima volta: il compendio naturale di Chia, uno dei più belli della Sardegna, viene da anni minacciato da tentativi di edificazione abusiva. Un assalto continuo, che a stento la magistratura è riuscita finora a contenere con sequestri e sigilli di cantieri. Per il campo da golf che la 'Stim spa' aveva cominciato a realizzare vicino allo stagno sono a giudizio l'amministratore delegato della società Antonio Cavalieri, il responsabile dell'ufficio amministrativo Piermario Rigoni, l'amministratrice unica della Contact Gestioni Ombretta Frisiera, committente dei lavori, l'esecutore Nero Salis e il capocantiere Matteo Pau. Il processo è già cominciato: qui si trattava di scavi, superfici sterrate, paletti di delimitazione. Un intervento leggero che lasciava presagire la costruzione di un green da offrire agli ispiti degli hotel, bloccato dal sostituto procuratore Giangiacomo Pilia dopo la denuncia del Gruppo di Intervento giuridico e degli Amici della Terra. Appena alla fine di luglio è stato un altro magistrato, il sostituto procuratore Andrea Massidda, a chiudere l'inchiesta su 53 edifici che la Sarit intendeva costruire sul colle di Setti Bellas. Indagati sono l'amministratore della società Pierluigi Monni, quello della 'Chia Immobiliare' Antonio Delussu e il responsabile dell'area tecnica di Domusdemaria Gianluca Ambu: Monni è accusato di violazione delle norme ambientali, Delussu e Ambu di falso e abuso d'ufficio. L'elenco dei presunti abusi - e delle consgeuenti inchieste giudiziarie - potrebbe continuare e forse è destinato ad allungarsi dopo le ultime iniziative partite nel corso dell'estate. E' come se il Piano paesaggistico regionale - uno strumento avanzatissimo, anche se non privo di spiragli d'uscita - fosse stato elaborato e approvato nell'indifferenza generale. Per Chia non sembra cambiato nulla, la minaccia continua
Bulldozer di nuovo in azione attorno alle dune di Chia
Gli ecologisti hanno denunciato la minaccia al compendio naturale di Chia, a due passi dal mare, a causa di lavori di costruzione in corso. I bulldozer sono tornati a sferragliare attorno alle dune di Chia, a sfidare le norme di tutela e a qualsiasi legge salvacoste. Il Gruppo di Intervento giuridico e gli Amici della Terra hanno segnalato a tutte le autorità lavori in corso, autocarri che vanno e che vengono, con la stagione estiva ancora in corso e mentre la spiaggia è ancora affollata di bagnanti.
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