Nascerà a Milano, curato dal regista britannico Peter Greenaway e dall'architetto Italo Rota «Riuscite a immaginare un film su Chicago senza una pistola?». È con questa immagine da gangster-movie, non certo il suo genere, che il 65enne regista gallese, Peter Greenaway, noto per il suo cinema di sogni e visioni, descrive il senso della nascita a Milano di un nuovo museo, il Triennale Design Museum, che aprirà il 6 dicembre, tutto dedicato agli oggetti, ai manufatti industriali e alla loro importanza storica e sociale. È stato affidato, infatti, proprio al cineasta anglosassone, presente all'ultimo Festival di Venezia con Nightwatching, il compito di allestire un percorso di immagini per raccontare la Olivetti, la Vespa e altre pezzi di design diventati ormai un sìmbolo dell'identità culturale italiana. A fianco a lui, che è anche pittore e amante dell'architettura, soprattutto italiana (del '87 il suo E ventre dell'architetto ambientato a Roma), l'architetto Italo Rota che ha firmato, tra l'altro,l'allestimento del Centre Pompidou di Parigi con Gae Aulenti. Rota e Greenaway, dunque, compongono la strana coppia che il presidente della Triennale, Davide Rampello, la direttrice del museo, Silvana Annichiarico e il curatore scientifico, Andrea Branzi, hanno voluto per incominciare l'esperienza di uno spazio, come spiega Rampello, «unico nel suo genere in Italia, che muterà continuamente di anno in anno nei suoi contenuti. Ferma resterà solo la volontà di offrire al pubblico la conoscenza del design italiano e della sua importanza sociale». «Un museo degli oggetti, ma con pochi oggetti e tanti schermie immagini», lo descrive Greenaway Mentre per Rota è «un teatro di immagini, una messa in scena per riflettere su quegli strumenti che circondano la nostra vita quotidiana». I due interpreteranno così, a modo loro, il primo tema del museo che risponde alla domanda semplice «Che cos'è il design italiano?». Poi, dal 2009, spiega la direttrice Annichiarico, «si passerà al "Rapporto tra arte e design" con un nuovo comitato scientifico e un nuovo allestimento, e così di anno in anno». I lavori all'interno della Triennale, partiti nel 2004, sono ancora in corso e, per realizzare il museo sono stati raccolti quasi 13 milioni di euro tramite un accordo di programma tra la fondazione, il Ministero per i Beni culturali, Regione Lombardia, Provincia e Comune di Milano e altri enti e società. Chiamato a dargli forma l'architetto Michele De Lucchi, che ha previsto un ponte in legno, ancora in costruzione, per accedere dall'atrio della Triennale agli spazi al primo piano del Design Museum «per collegarlo al resto dell'edificio, ma anche per dargli vita autonoma». Non è casuale, poi, la scelta di creare il museo a Milano; capitale del design italiano, e in una regione, la Lombardia, in cui si trovano più di mille imprese del settore, un terzo di quelle nazionali. Gli spazi, però, serviranno anche ad ospitare, come spiega Rampello, «tutti i giacimenti del design sparsi nella penisola». Col biglietto d'ingresso (11 euro) si avrà diritto anche al catalogo, ovvero un numero speciale monografico de «L'Europeo» dedicato al design. All'interno del museo, infine, nascerà anche il primo laboratorio nazionale di restauro del modernariato.
Milano. Design italiano, un museo degli oggetti di gusto
Il Triennale Design Museum di Milano, curato da Peter Greenaway e Italo Rota, aprirà il 6 dicembre. Il museo sarà dedicato agli oggetti industriali e alla loro importanza storica e sociale. Greenaway e Rota hanno lavorato insieme per creare un percorso di immagini che racconterà la storia del design italiano, con un focus su Olivetti, Vespa e altri pezzi di design. Il museo sarà un unico spazio che muterà continuamente di anno in anno nei suoi contenuti, ma con una volontà di offrire la conoscenza del design italiano e della sua importanza sociale. I lavori all'interno della Triennale sono stati raccolti quasi 13 milioni di euro tramite un accordo di programma tra la fondazione, il Ministero per i Beni culturali e altri enti.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo