Vincolo graduato per gli immobili già tutelati, eliminazione del vincolo culturale automatico a 50 anni dalla costruzione senza verifica delle caratteristiche architettoniche dell'immobile, eliminazione del doppio passaggio presso Regione (o Comune delegato) e Sovrintendenze per il rilascio dell'autorizzazione ambientale, detrazione fiscale del 50 delle spese sostenute per interventi di recupero, concessione ai privati, a tempo determinato, dei beni pubblici vincolati per consentirne restauro, valorizzazione e utilizzo. Sono alcune delle proposte del decalogo avanzato ieri dall'Ance, l'associazione dei costruttori, per rilanciare gli investimenti di restauro in beni culturali. Il presidente dell'associazione, Claudio De Albertis, al convegno dei giovani costruttori di Positano dedicato proprio alle iniziative per la valorizzazione del patrimonio culturale ha detto che «la leva fiscale è la più importante» e che «incentivi come quelli del 36 devono essere valutati non soltanto per il costo sulle finanze pubbliche, ma per la capacità di creare un volano economico». Giovanna Melandri, ministro dei Beni culturali nei Governi D'Alema, ha pesantemente attaccato la politica del Governo Berlusconi per il condono edilizio, ma anche per il taglio agli investimenti nei progetti di valorizzazione dei beni culturali. «Eravamo arrivati vicini all'1 di fondi destinati ai beni culturali con i Governi di centro-sinistra ha detto la Melandri ora siamo scesi largamente al di sotto del 50 per cento. Senza un finanziamento pubblico consistente, non è possibile fare neanche accordi con i privati». Per accrescere le possibilità di partnership pubblico-privato, Maria Teresa Armosino, sottosegretario all'Economia, ha rilanciato lo strumento delle Stu, società di trasformazione urbana: nel decretone una norma che incentiva la costituzione di società di questo tipo con la partecipazione degli enti locali, dell'Agenzia del Demanio e di soci privati «che saranno rigorosamente scelti con procedura di gara». Armosino ha anche riconfermato il ruolo centrale dell'Agenzia del Demanio, che sarà trasformata in Spa, nei progetti di valorizzazione, mentre ha ricordato che Patrimonio Spa si occuperà per adesso soltanto di carceri. Raffaele Fitto, Governatore della Puglia, ha polemizzato con le Regioni di centro-sinistra che hanno approvato il ricorso alla Consulta contro il condono edilizio. «Siamo tutti contrari al condono ha detto ma non basta fare ricorso. Occorre capire cosa sia successo tra il 1994 e il 2003 perché evidentemente non funziona la lotta all'abusivismo. Non vorremmo che, con il ricorso alla Consulta, si rinunciasse a intervenire con la legge regionale che può mettere dei paletti al condono stesso».
Ance: incentivi ai progetti di recupero
Il governo ha avanzato un decalogo per rilanciare gli investimenti di restauro in beni culturali. L'associazione dei costruttori, l'Ance, ha proposto misure come il vincolo graduato per gli immobili già tutelati, l'eliminazione del vincolo culturale automatico a 50 anni dalla costruzione e la detrazione fiscale del 50% delle spese sostenute per interventi di recupero. Il ministro dei Beni culturali, Giovanna Melandri, ha criticato la politica del governo per il condono edilizio e ha detto che senza un finanziamento pubblico consistente, non è possibile fare accordi con i privati.
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