IL PARERE DI DUE ARCHITETTI Siamo entrambi architetti e frequentatori di Lanzo Intelvi, l'uno da 35 e l'altro da 50 anni, nonché estimatori di questi luoghi dal passato storico, artistico ed ambientale notevole. Basti citare gli Antelami, i Carloni, le trincee e i camminamenti della prima guerra mondiale, la chiesa, monumento nazionale, dei Santi Nazaro e Celso a Scaria, il museo d'arte sacra sempre a Scaria, le ville dell'architetto Sommaruga, citate su numerose pubblicazioni di architettura e via dicendo. Senza dimenticare gli artisti più recenti che hanno avuto i natali in questo paese, come lo scultore Vittorio Novi, considerato l'ultimo maestro comacino o Angelo Novi, fotografo di scena dei più importanti film di Sergio Leone e Bernardo Bertolucci. Di fronte a tutti questi cantieri aperti noi e altri "veri" amanti dei luoghi siamo sconcertati e indignati per il disprezzo verso un paesaggio che era fino agli anni Novanta uno dei più incantevoli e verdeggianti, a poco più di un'ora di distanza da Milano. Ma non è una critica gratuita verso lo sviluppo economico e turistico di Lanzo, che comporta però scelte studiate e ponderate in linea con la salvaguardia del patrimonio ambientale esistente. I primi segni del degrado si sono avvertiti già nei primi anni Novanta con la costruzione del cosiddetto "Palalanzo", un'opera architettonicamente avulsa dal contesto in cui è sorta ed il cui utilizzo si limita a poche occasioni all'anno, dalle mansarde realizzate su una delle più belle ville del Sommaruga, che hanno suscitato proteste inutili presso Italia Nostra nonostante si trattasse di un intervento spregevole, dal muro in cemento armato che delimita i box di Villa Astesani, dagli altri box che si affacciano su piazza Garibaldi, prossimamente oggetto di riqualificazione nonostante la raccolta di firme contrarie, dalla nuova sala del consiglio comunale. Ma si trattava di pochi interventi anche se molto discutibili. Negli anni successivi, ma soprattutto in questi ultimi cinque anni, abbiamo assistito a un continuo e vergognoso assalto al territorio con costruzioni che farebbero inorridire anche alcune periferie lombarde. Residenze stilisticamente diverse pur nella stessa lottizzazione, costruite persino in zone dove si potrebbero creare problemi idrogeologici. Ci risulta che alcune residenze siano in fase di ultimazione addirittura lungo l'antico alveo di un torrente, nel cosiddetto valletto Vitort e che le stesse hanno, come unico accesso, una via poco più larga di un sentiero. E che dire delle case dai colori fosforescenti sorte dove una volta c'era una pista da sci di fondo illuminata anche la sera? Molte case recenti hanno in comune lo stesso problema, l'umidità, proprio perché costruite in zone non idonee; 40.000 euro di danni per un complesso residenziale nella parte alta del paese, altri danni nelle abitazioni di fronte al Golf Club e così via. Siamo d'accordo con i politici che vogliono inoltrare mozioni alla Regione e al Senato per i danni provocati all'ambiente dalla mancanza di rigorosi controlli dopo il trasferimento delle deleghe ai Comuni che, in casi come Lanzo, non hanno saputo gestire uno sviluppo sostenibile del territorio. E nemmeno si sono posti il problema serio del recupero e della riqualificazione dei centri storici (molte case in centro sono fatiscenti e la chiesa principale di Lanzo è intonacata con tre colori diversi). Come cittadini e contribuenti siamo oltremodo contrariati per il fatto che la Regione abbia redatto un piano paesistico regionale, frutto di molti anni di studi con l'apporto di noti architetti e paesaggisti e con l'istituzione di corsi per la formazione di esperti ambientali, per poi assistere a questi disastri. Queste sono le conseguenze? Ci piacerebbe tanto conoscere l'esperto ambientale del Comune. Il Vostro Angelo Curtoni ha scritto che bisognerebbe abbattere quelle costruzioni edificate su aree dove dovrebbe essere mantenuto e difeso un equilibrio biologico formatosi faticosamente nei secoli. Niente di più condivisibile. Si deve favorire sì lo sviluppo turistico ed economico ma con scelte dettate dalla professionalità e dalla competenza degli esperti in materia e non condizionate dagli interessi di pochi. Ma questo sviluppo deve essere sostenuto anche da servizi e strutture adeguate: a che cosa servirebbe fare interventi in previsione di future migliaia di nuovi abitanti se le attività commerciali diminuiscono o spariscono del tutto e se persino il pane va prenotato per non trovarsene senza alle 11 del mattino? Lettera firmata
lanzo d'Intelvi. Troppe case, pochi servizi e un paese che si trasforma in periferia di Milano
Due architetti di Lanzo, uno di 35 anni e l'altro di 50, hanno espresso la loro indignazione per lo sviluppo economico e turistico del paese, che ha portato a un degrado del paesaggio e dell'ambiente. Hanno citato esempi di costruzioni dismesse e dannose, come le residenze stilisticamente diverse in una lottizzazione, costruite in zone idrogeologicamente instabili, e le case dai colori fosforescenti che hanno danneggiato il terreno. Sono anche preoccupati per la mancanza di rigorosi controlli dopo il trasferimento delle deleghe ai Comuni e per il recupero e la riqualificazione dei centri storici.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo