Secondo gli esperti dell'archeologia cristiana e soprattutto dell'arte pittorica medievale «le scoperte dell'abbazia di San Magno di Fondi sono tra le più sensazionali e interessanti degli ultimi cinquant'anni non solo nella regione del Lazio». Ne sono convinte, ad esempio, la professoressa Maria Andoloro, preside della Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali dell'Università degli Studi della Tuscia di Viterbo, la Soprintendente per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico del Lazio, Rossella Vodret, le quali sul ciclo degli affreschi narranti la vita di San Benedetto, apparsi durante i lavori di restauro dell'antico monastero, hanno promesso pubblicazioni scientifiche, che arricchiranno il panorama dell'arte italiana. Ma, non sono solo queste le ragioni che hanno convinto la giunta regionale, attraverso l'assessorato all'Ambiente e Cooperazione tra i Popoli, e il Parco dei Monti Aurunci «a riportare il sito dal grande valore storico ed archeologico al suo antico splendore».L'abbazia di San Magno «continua ad essere si legge in una nota del Parco il centro nevralgico degli sforzi congiunti di diversi enti regionali e locali». Finora sono stati impegnati oltre tre milioni di euro per recuperare un complesso monastico risalente al V secolo dopo Cristo, le cui strutture architettoniche erano in molte parti crollate per incuria e abbandono o stavano letteralmente scomparendo sotto giganteschi rovi. Il 23 luglio scorso gli "scavi di San Magno" sono stati parzialmente aperti ai visitatori. Nessuno immaginava che vi sarebbero accorsi migliaia e migliaia di turisti e curiosi di Fondi e delle città vicine, i quali sono stati guidati alla comprensione dell'eccezionale sito storico da esperte archeologhe del Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana. Regione, Parco dei Monti Aurunci ed altri enti stanno allora accelerando «i lavori di riqualificazione dell'area». Dal Parco specificano che «sono stati infatti definiti due lotti di interventi che andranno ad ultimare l'opera già realizzata». Le varie maestranze già al lavoro completeranno «la riqualificazione della foresteria, del refettorio e delle scale in pietra. Inoltre saranno realizzati degli alloggi e restaurate alcune facciate delle strutture ecclesiastiche. E per rendere ancora più suggestiva un'area dall'indiscutibile fascino sarà architettato un sistema di illuminazione sia all'interno degli edifici del complesso sia all'esterno». All'abbazia si è interessato ultimamente anche l'Unesco che sta vagliando la proposta di attribuirla, insieme con altre "bellezze del sudpontino", al patrimonio dell'umanità.
Le scoperte dell'abbazia di San Magno di Fondi sono tra le più sensazionali e interessanti degli ultimi cinquant'anni
L'abbazia di San Magno di Fondi, nel Lazio, è stata oggetto di scoperte archeologiche e restauri recenti. Gli esperti hanno rilevato affreschi che raccontano la vita di San Benedetto. La giunta regionale e il Parco dei Monti Aurunci hanno investito oltre 3 milioni di euro per recuperare il complesso monastico del V secolo. I lavori di restauro sono stati aperti al pubblico il 23 luglio scorso, attirando migliaia di visitatori.
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