Da Valencia a Roma in direzione della tutela dell'Unesco. Un giglio di Nola, lo stesso ospitato a marzo dalla città spagnola, ballerà domenica prossima nella Capitale. L'appuntamento è per mezzogiorno in punto a via dei Fori Imperiali. È lì infatti che il ministero dei Beni culturali ha organizzato «Le giornate della cultura immateriale», manifestazione promossa per festeggiare la ratifica, da parte della Camera dei Deputati, della convenzione Unesco per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale. Un atto importante attraverso il quale l'Italia ha colmato un gap lunghissimo. È dal 2003, anno in cui l'organismo internazionale adottò il provvedimento, che se ne attendeva l'adesione. È un segnale di speranza per la città dei gigli, dove da anni si lavora per ottenere la prestigiosa tutela. Non è un caso che la presenza della storica tradizione popolare nolana nel calendario della kermesse romana sia vista proprio come una tappa decisiva per ottenere il riconoscimento dell'Unesco. «Se il ministero ci ha chiesto di partecipare è perché - dice il sindaco di Nola, Felice Napolitano - ormai non siamo solo noi a pensare che i gigli rappresentino un bene culturale, un punto fermo del folclore nazionale». Ad essere state giudicate incoraggianti anche le parole che il ministro Francesco Rutelli ha pronunciato in occasione della ratifica della convenzione da parte della Camera: «È un traguardo che consente all'Italia di valorizzare con ancora più forza la sua azione a difesa del nostro patrimonio e della nostra cultura. Finalmente siamo in condizione di poter partecipare a pieno titolo ai lavori del comitato intergovernativo per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale, che ha già riconosciuto i Pupi siciliani e i Tenores sardi, come parte di un tessuto di tradizioni e feste che va oltre i nostri confini e che in tutto il mondo rappresenta una straordinaria ricchezza italiana». I pupi ed i tenores saranno infatti, insieme con il giglio, tra le maggiori attrazioni in programma domenica. Nuova trasferta dunque per i giganti di legno e cartapesta, il cui prototipo comincerà ad essere costruito giovedì a via Foro Traiano, accanto all'Altare della Patria. A dargli forma ci penseranno i carpentieri e i cartapestai riuniti nel consorzio presieduto da Vittorio Avella, gli stessi che hanno realizzato i carri per la rinata festa della Piedigrotta di Napoli. «L'appuntamento di Roma sancisce il successo delle iniziative messe in campo in passato con le trasferte portoghesi e spagnole», dice Nicola Vecchione, artigiano della cartapesta dell'omonima bottega. A metà settimana un team di addetti ai lavori partirà alla volta della Capitale. Un camion trasporterà la materia prima», compreso il rivestimento del giglio: per l'evento si è scelto un «abito» d'antan, che risale al 1979. D'altronde il successo è assicurato visto il consenso ottenuto a Valencia. Non potranno ovviamente mancare i cullatori, ai quali spetterà l'impegnativo compito di regalare agli spettatori suggestive perfomances al ritmo della tradizionale musicale nolana.