Gli ulivi di Ossuccio entrano in Senato C'è spazio anche per i terrazzamenti del lago che sfuggirebbero così al progetto del maxi albergo Gli ulivi guardano verso l'Isola Comacina: se il dibattito in consiglio non riuscirà a scongiurare il pericolo, si prepara un'interrogazione parlamentare Lo scrive la senatrice dei Verdi Loredana De Petris, nelle note a premessa del disegno di legge per la salvaguardia delle aree di pregio: «Il mantenimento del paesaggio rurale e delle attività che lo supportano è la più efficace forma di contrasto del dissesto idrogeologico». Vale anche per gli ulivi di Ossuccio, non ancora contemplati nell'elenco che raccoglie e accosta i vigneti dei versanti valdostani ai prati della Val Pusteria, in Alto Adige; le risicolture della Lomellina, Pavia, ai vitigni del Collio, Friuli; l'arbicoltura della Valpolicella, Veneto, a quella delle Langhe, Piemonte; i terrazzi costieri delle Cinque Terre, Liguria, alla cerealicoltura della Val d'Orcia, Toscana; gli alberi da frutto del Forlivese, Emilia-Romagna, agli ulivi secolari dei monti Lepini, Lazio; le colture del Montefeltro, Marche, e dell'Amerino, Umbria, all'altopiano dei Navelli, Abruzzo; gli agrumi della costiera amalfitana, Campania, all'ortofrutticoltura del Metapontino, Basilicata; i giardini mediterranei della Val d'Itria, Puglia, agli arbusti di Gioia Tauro, Calabria; i campi del tavolato degli Iblei, Sicilia, alle "tancas" dell'altopiano di Abbasanta, Sardegna. Diciannove località di cui si pretende la seria tutela: il lago di Como potrebbe essere la ventesima, rappresentato dalla Zoca dell'Oli di Ossuccio che, oggi, è minacciata dai 13mila metri cubi di un hotel cinque stelle presto a venire, sulle macerie del vecchio Miralago. «Non ho nessuna difficoltà a inserirla fra le aree da preservare», annuncia Elisabetta Patelli dei Verdi, spiegando che il disegno di legge nazionale mira a salvaguardare le aree rurali dove l'agricoltura è tipica e di qualità. «Attraverso questa iniziativa, che comunque avrà un iter lungo, non è possibile tutelare tutte le rive del lago, ma solo le zone rurali come le balze di ulivi secolari a Ossuccio: non escludo di aggiungerle alla lista». Un articolo dei nove sottoscritti dall'onorevole De Petris si dedica del resto nel dettaglio alle «piante secolari di ulivo», considerate, assieme alle viti, patrimonio «tradizionale di grande valore storico per l'agricoltura mediterranea». Al divieto di danneggiarle ed espiantarle «in assenza della preventiva autorizzazione dei competenti uffici regionali», si associa la proposta di censire «gli esemplari secolari di ulivo e i complessi arborei costituiti da più esemplari di ulivo che rivestano particolare interesse dal punto di vista paesaggistico, botanico o di tutela dell'assetto idrogeologico». Un aspetto, il terzo, sul quale si è concentrata l'attenzione di chi si schiera in difesa il pendio comasco, prima classificato fra le aree non edificabili dai geologi dello studio Ghezzi di Milano, poi stranamente liberato dal vincolo più restrittivo: gli stessi specialisti, quest'estate, l'hanno riconosciuto area edificabile, previa introduzione di particolari misure di protezione. «Barriere alte quattro metri - le ha descritte a luglio il geologo Pietro Breviglieri - sorrette da robuste palificazioni»: utili a fermare l'eventuale caduta dei massi e a permettere l'edificazione di quaranta suite sui terrazzamenti, oltre a un ristorante, due piscine, una beauty farm, una funicolare e un parcheggio in galleria con 120 posti auto, per 8.300 metri cubi di roccia da estrarre fino a 65 metri di profondità. Gli interventi, che rischiano di destabilizzare l'assetto della montagna, hanno mobilitato già il gruppo di minoranza. Il consiglio comunale è pronto a discutere una mozione che, se dovesse essere bocciata, avrebbe due conseguenze: un referendum popolare, affinché sia la gente tutta a segnare la sorte del territorio che abita, e un'interrogazione parlamentare. «È nel cassetto - annuncia la Patelli - Se la discussione consiliare non sarà in grado di fermare il pericolo che incombe sugli ulivi, porteremo il caso a Roma, come abbiamo già fatto per Laglio e per Blevio. L'interrogazione parlamentare è oggi l'unico strumento efficace nell'immediato, perché apre un'istruttoria ministeriale e attiva gli organi competenti, come la Soprintendenza e il Demanio». Sensibilità alle tematiche ambientali è stata manifestata in più occasioni anche dal ministro per i Beni e le attività culturali Francesco Rutelli, che in aprile si diceva preoccupato per lo «sfregio silenzioso del paesaggio italiano». Si riferiva a casi eclatanti, denunciati da persone illustri: la lottizzazione a ridosso delle mura storiche del Monticchiello, a Siena, difeso da Alberto Asor Rosa; le trivellazioni petrolifere in Val di Noto, contro cui si è schierato Andrea Camilleri. Scempi clamorosi, resi ancor più gravi dalla voce di un critico letterario da un lato, uno scrittore dall'altro, sintomo di una tendenza che si sta accanendo egualmente contro le bellezze della Lombardia. Qui, la pressione continua sulle zone vincolate si dimostra, se non con i nomi celebri, con i numeri elevati: sono oltre 30mila le richieste di trasformazione del territorio ogni anno sottoposte all'esame delle Soprintendenze.
Dalla Lomellina alla costiera amalfitana, 19 siti da proteggere in un disegno di legge dei Verdi
Il disegno di legge per la salvaguardia delle aree di pregio, presentato dal ministro per i Beni e le attività culturali Francesco Rutelli, mira a proteggere le aree rurali dove l'agricoltura è tipica e di qualità. Gli ulivi di Ossuccio, minacciati da un hotel cinque stelle, potrebbero essere tutelati dal disegno di legge. La senatrice dei Verdi Loredana De Petris ha espresso la sua opposizione al progetto, affermando che il mantenimento del paesaggio rurale e delle attività che lo supportano è la più efficace forma di contrasto del dissesto idrogeologico.
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