«È festa, farina e munnezza». L'icastico giudizio sulla recente kermesse della festa di Piedigrotta è di Nicola Spinosa, il soprintendente napoletano al Polo museale che, come tanti, è stufo del clima da ancien régime che si respira nella sua città, pronta ad offrire a stupiti osservatori il meglio della sua oleografia e delle sue tradizioni ludiche. Comprese, aggiungerei, le sgradevoli manifestazioni di omaggio al re di Napoli da parte di artisti, bravissimi, ma di corte. Altra cosa sono, invece, a sentire il giudizio del sindaco De Luca, le iniziative culturali e festaiole di Salerno. Sono annunciate, con l'intento di ampliare lo spettro di manifestazioni precedenti, nuovi spazi culturali dedicati soprattutto ai giovani. C'è dell'entusiasmo, che fa venire in mente quello della prima stagione bassoliniana, con il suo rinascimento napoletano, poi miseramente naufragato in uno scenario di cartapesta. Intanto Vincenzo De Luca, elettrizzato dalla presenza di Luciano Benetton, giunto in città per inaugurare il suo nuovo megastore, ha percorso in lungo e in largo la città, andando, insieme all'imprenditore friulano, per inaugurazioni. Tutto si annuncia più bello che pria. Anche la festa di San Matteo: mai come quest'anno è stata tanto sfavillante di luci e ricca di partecipazione. Come Lauro, come Bassolino, anche De Luca, sempre in prima fila, con gli altri maggiorenti alla ricerca affannosa di uno spiraglio di visibilità, è stato protagonista di un rito che sta assumendo connotati fortemente laici e politici.