Portici. «L'Ente Ville Vesuviane deve esercitare i propri poteri: bisogna intervenire subito per salvare il patrimonio storico e architettonico delle ville vesuviane di Portici»: è l'appello del vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici, Rosario Frosina. Dopo il caso di villa d' Elboeuf, palazzo monumento di Portici, ma di proprietà privata e che sembra, ormai, essere destinato a diventare un grande condominio di lusso, l'amministrazione comunale tenta di correre ai ripari per salvaguardare altri importanti edifici storici della città, tra cui Villa Lencellotti al corso Garibaldi. Questa villa, insieme con villa d'Elboeuf, è da tutti considerata come costruzione d'epoca borbonica d'importanza storica estremamente rilevante, eppure oggi è un rudere semiabbandonato che racchiude al suo interno un elevato patrimonio artistico. Come villa D'Elboeuf, anche il destino di questa palazzina è legato ai rapporti tra interessi pubblici e privati. La costruzione di villa Lauro Lancellotti risale al 1776, tra le sue peculiari ricchezze architettoniche spicca nei giardini un chiostro, «cafehouse», le cui scale permettono la discesa a mare. Per anni la villa è stata abitata dalla nobile famiglia Lancellotti, e fino a qualche anno fa, dalla principessa Natalia Massimo Lancellotti che si allontanò misteriosamente dalla città nella seconda metà degli anni '90. La villa è stata dunque abbandonata per anni e più volte saccheggiata da ladri e vandali. Lo stato di abbandono dell'edificio ha creato anche problemi alla sicurezza pubblica e perciò il comune di Portici è stato costretto a intervenire per la messa in sicurezza, murando porte e finestre dello storico palazzo. «Villa Lancellotti è di elevato interesse storico per la nostra città e l'obiettivo dell'amministrazione comunale è quello di adibire l'edificio a destinazioni di interesse pubblico - spiega Frosina - Stiamo perciò cercando di ottenere l'esproprio della struttura che persiste ormai in uno stato di grave abbandono. Per Villa Lancellotti, in accordo con la Soprintendenza ai Beni Culturali, abbiamo anche già presentato alla Regione un progetto d'intervento, del valore di circa sei milioni di euro tra acquisizione e restauro, nell'ambito dei progetti dei grandi attrattori culturali. Tra le destinazioni possibili, si punta a farne un importante centro di formazione per giovani laureati o una sede universitaria distaccata. Tuttavia, nel caso di alcune ville porticesi, sembra mancare l'incisività dell'azione di un ente rilevante come quello delle Ville Vesuviane che ha diversi poteri da esercitare per la salvaguardia di edifici di valore storico». «Siamo molto interessati alla salvaguardia storico-artistica del bene, ma al momento manca un interlocutore privato a cui presentare le richieste di esproprio e d'intervento - dice il direttore dell'Ente Ville Vesuviane, Paolo Romanello - La signora Natalia Lancellotti risulta deceduta lo scorso anno e ora siamo in attesa di comprendere con chiarezza la situazione ereditaria per poter esercitare i nostri poteri sulla Villa di corso Garibaldi».
CAMPANIA - Portici, il Comune all'Ente ville vesuviane: deve diventare patrimonio pubblico
Il vicesindaco di Portici, Rosario Frosina, ha chiesto all'Ente Ville Vesuviane di intervenire per salvare il patrimonio storico e architettonico delle ville vesuviane della città. La villa Lencellotti, costruita nel 1776, è un rudere semiabbandonato con un elevato patrimonio artistico. L'amministrazione comunale ha già presentato un progetto di intervento per il restauro e l'esproprio della struttura, che potrebbe essere utilizzata come centro di formazione o sede universitaria. Tuttavia, la situazione è complessa a causa della mancanza di un interlocutore privato a cui presentare le richieste di esproprio e d'intervento.
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