Doveva essere a "spese zero", ma ci sono compensi ai dirigenti. E non funziona Il nuovo presidente sarà nominato solo a ottobre -------------------------------------------------------------------------------- Cinque anni fa, appena insediato, il sindaco Giampaolo Bertola convocò la stampa per annunciare la costituzione di una fondazione che "assumesse la gestione dei servizi culturali e del tempo libero, nonché gestire, valorizzare e promuovere i beni culturali, i musei, le aree archeologiche, i teatri, le sale cinematografiche, le attività inerenti alla cultura alle attività sportive e al tempo libero con particolare attenzione alla formazione ed all'educazione degli operatori del settore". Insomma una Fondazione, disse il sindaco «da me fortemente voluta». L'annuncio fu accolto dalle forze politiche con un certo interesse e con molta curiosità. Oltretutto, questo nuovo ente, secondo il notaio che aveva redatto lo statuto, non doveva essere un costoso carrozzone perché tutti i suoi componenti non dovevano percepire un euro di compenso e si sarebbe autosovvenzionato con i partecipanti istituzionali e i partecipanti sostenitori. Ebbene, con il rinnovo dell'amministrazione comunale, tutti gli organismi della Fondazione che ha mosso i primi passi solo nel 2006, sono scaduti. Per motivi tecnici il sindaco ha prorogato il consiglio di indirizzo e quello di gestione fine a tutto settembre. Poi ci sarà la nomina. Un bilancio veramente disastroso, almeno secondo il parere di chi ha seguito da vicino in questi anni l'intera vicenda. Intanto perché per beghe interne alla maggioranza, in particolare tra Alleanza Nazionale e Lista Pezzini, la Fondazione "Città di Camaiore" è stata costituita quasi a fine legislatura. I componenti non dovevano percepire alcun compenso ed invece il presidente Emanuele Caldarera percepisce quanto un assessore, ossia 1.499 euro lordi (ma Caldarera autonomamente se lo è ridotto della metà). Altrettanto dicasi per il direttore generale, Manuela Clerici, mentre agli altri membri vanno i gettoni di presenza. Non solo: alla fine di questa prima legislatura nella fondazione non è entrato nessun partecipante istituzionale né partecipanti sostenitori e tantomeno partecipanti a progetti speciali. Insomma il "gobbo di picche" è rimasto in mano all'amministrazione che ha dovuto sostenere tutte le spese di quello che ormai in città tutti chiamano il nuovo carrozzone, considerato che tutti gli eventi organizzati potevano essere agevolmente portati a buon fine dagli uffici comunali. Oltretutto la Fondazione ha creato anche una grande confusione di competenze. Ad esempio il premio di poesia viene gestito direttamente dal Comune mentre quello di letteratura giallo dalla Fondazione, come se entrambi non rientrassero nelle competenze della Fondazione stessa. Intanto Viareggio ha già annunciato il cartellone teatrale mentre Camaiore è ancora in alto mare e spetterà al prossimo consiglio di indirizzi a scegliere le compagnie. Oltretutto in questi mesi, sempre per beghe interne tra il presidente (ex lista Pezzini, ora Udc) e la direttrice generale (An) non è riuscita fino ad ora neppure a spendere tutto il contributo concesso dalla Fondazione della Cassa di Risparmio di Lucca per una mostra e due concerti jazz che si dovevano tenersi in settembre nella villa Cavanis. Il presidente, con l'aiuto di volontari e l'assoluta mancanza della collaborazione della direttrice, ha allestito una bella collettiva alle ex scuderie Borbone mentre i due concerti sono ancora da stabilire. «Stante questa situazione - ha già fatto sapere Caldarera - non presento certamente la mia candidatura per la prossima legislatura». In questo caso l'Udc perderebbe la presidenza. Questo anche perché Alleanza Nazionale ha detto chiaramente di volere per se tutti i posti chiave della Fondazione. Questo forse per uno sposalizio con quella di Pietrasanta, presieduta dal suo federale Massimiliano Simoni molto in sintonia con Clerici. An ha infatti chiesto, oltre la direzione generale, la presidenza del cda e quella dei sindaci revisori. Forse a guida unica la Fondazione potrà finalmente decollare, a meno che i due componenti del consiglio di gestione, che dovrebbero andare a Forza Italia, non blocchino le proposte del presidente mandandolo in minoranza. E se la Fondazione dovrà gestire tutto quanto riguarda la cultura in molti si domandano dove saranno dirottati gli impiegati comunali giù addetti all'ufficio cultura. Alla Fondazione o ad altri servizi?
Il Tirreno
23 Settembre 2007
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GI
Giovanni Ghirlanda
Il Tirreno
Artista / Persona
Bene culturale
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