NAPOLI «La soprintendente regionale, Vittoria Garibaldi, aveva impegni precedenti, quindi la conferenza dei servizi la rinviamo». Messa così, come la mette il vicesindaco Tino Santangelo che, politicamente, ha il dovere di smorzare sul nascere le polemiche, sembrerebbe un normale rinvio di un appuntamento istituzionale per impegni personali. Ma se l'oggetto dell'incontro è la scelta del progetto più idoneo per costruire il Porto canale di Bagnoli tra i tre presentati (quello di Italia Navigando, di Porto Partenope e di Sea Marine), ecco allora che la questione cambia, sebbene per Bagnoli sono anni che si procede di rinvio in rinvio. In realtà, visto il recente cambio di guardia alla direzione regionale della soprintendenza (la Garibaldi ha preso il posto di De Caro), la soprintendenza regionale ha chiesto più tempo per valutare i progetti. Ecco perché la conferenza dei servizi è stata rinviata al 3 ottobre. Non va però dimenticato che proprio la soprintendenza, non quella regionale che fa capo alla dottoressa Garibaldi, ma quella per i Beni culturali e Paesistici di Napoli e Provincia, che fa capo al dottor Guglielmo, il Porto canale l'ha bocciato anni fa quando si trattava di presentare le osservazioni al Pue di Bagnoli, il Piano urbanistico esecutivo. Ci si chiede allora: cosa è cambiato? Di sicuro è cambiato che il ministero dell'Ambiente ha stabilito che la colmata a mare deve andar via (sebbene per il trasferimento dei detriti a Piombino la situazione sia tutt'altro che scontata) , perciò ha ripreso vigore l'unica soluzione alternativa in campo, cioè quello del Porto Canale. Intanto ieri alla Bagnolifutura sono arrivati i quattro progetti, rispetto alle sette manifestazioni di interesse, per relativi alla costruzione dei «Napoli Studios» per quello che è un appalto-concorso. I «Napoli Studios» nasceranno nel sito di archeologia industriale della ex officina meccanica. I quattro progetti che sono arrivati ieri sono stati depositati dalla «Paco», la Pacifico costruzioni in Ati con la Hishimoto Archietectural Enginereeng Firm di Tokyo; dal Consorzio Etruria, cooperativa Fiorentina che ha come progettista «51 » ; dalla Edil Atellana e dalla Vitale Costruzioni, che ha come progettista lo studio Itaca-Pica Ciamarra. I tre che non hanno presentato l'offerta sono invece la Edil Ars, la Penzi Costruzioni e la Castaldo costruzioni. L'importo dell'appalto è di 19 milioni e 600 mila euro, tutti di risorse regionali. L'appalto prevede la trasformazione di un polo polifunziona-le per la trasformazione delle produzioni audiovisive e multimediali. La commissione è al lavoro. Il vincitore avrà 18 mesi di tempo per realizzare le opere.