Un museo che tradisce il suo nome. Non una collezione permanente, ma «una fabbrica della cultura», «un organismo vivo, dinamico». Un progetto «scientifico ed emozionale» come la storia e lo spirito di ciò che mette in mostra: il design. Ecco, per metafore, cosa sarà il Triennale Design Museum di viale Alemagna. Mille e novecento metri quadrati di spazio espositivo a cui si accede da un ponte in bambù sospeso sopra lo scalone della Fondazione. L'inaugurazione è fissata (6 dicembre) e affidata a due maestri dell'architettura e del cinema: Italo Rota e Peter Greenaway. Il concepì è una sfida: gli allestimenti cambieranno ogni 12-15 mesi, la Triennale metterà «in rete» i giacimenti del Paese. Sarà, altra metafora, un museo a rotazione. Mai uguale. Obiettivo; «Far tornare i visitatori almeno due volte l'anno». Biglietto e catalogo: 11 euro. Si parte. Sulla base di un accordo di programma interisti-tuzionale, grazie a contributi pubblici e privati, dopo tre anni di lavori. Un museo da 12 milioni di euro «che ha una visione ampia, diversa dalle esperienze analoghe» di Copenaghen, Londra, Lisbona, sottolinea il presidente della Triennale, Davide Rampello. Non un palazzo, «una messa in scena». Oggetti e memoria, emozione e formazione. Rappresentazione, Chiosa Rampello: «Le finalità sono ambiziose». Ci sarà un laboratorio di restauro. Un teatro-agorà in legno per approfondimenti, incontri, conferenze. Un osservatorio sulle tendenze. E poi gallerie-percorsi che stimolano i sensi. Prodotti, odori, filmati, musica. «I visitatori non troveranno mai risposte preconfezionate», anticipa il direttore del museo Silvana Annichiarico. Anche perché le esposizioni, di volta in volta, «attingeranno ai grandi giacimenti del design». Tra gli altri: Ferrari, Pininfarina, Cinzano, Olivetti, Lambretta, Vespa, Guzzi. Primo atto, 6 dicembre. Tema: «Che cos'è il design italiano», allestimento curato da Rota e Greenaway. Così il primo: «II museo parlerà di oggetti senza molti oggetti. Un museo-installazione dell'era dell'informazione visiva». Greenaway: «Sarei felice se riuscissimo a fare un teatro del design. Utilizzeremo le migliori tecnologie cinematografiche». Un museo che è un film, per evitare l'effetto «shopping centre». Bellissima metafora.
Il Museo del design alla Triennale. Rampello: una fabbrica di cultura
Il Triennale Design Museum di viale Alemagna, inaugurato il 6 dicembre, è un museo che si presenta come una "fabbrica della cultura" e un "organismo vivo, dinamico". Il progetto scientifico ed emozionale è basato sulla storia e lo spirito del design. Il museo è stato concepito come una sfida, con allestimenti che cambieranno ogni 12-15 mesi, e si propone di mettere in rete i giacimenti del design del Paese. L'obiettivo è quello di far tornare i visitatori almeno due volte l'anno. Il museo è stato realizzato con un accordo di programma interisti-tuzionale, grazie a contributi pubblici e privati, e ha un budget di 12 milioni di euro.
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