Un sarcofago dell'età imperiale con un ricco corredo di pietre preziose e monili d'oro. È stato sequestrato dalla Guardia di Finanza proprio prima che fosse piazzato sul mercato clandestino. L'indagine delle forze dell'ordine era finalizzata a contrastare gli scavi clandestini e il traffico illecito di reperti archeologici: da tempo le Fiamme gialle del comando provinciale di Roma erano sulle tracce di un'organizzazione criminale che immetteva sul mercato clandestino reperti archeologici saccheggiati da antichi sepolcri o da scavi non autorizzati. Nel caso del sarcofago, a farlo sparire sarebbe stato un impiegato edile che stava per prendere contatti con gli intermediari. Il reperto archeologico, che risulta appartenente all'epoca imperiale, era destinato al mercato estero. È in marmo lunense, finemente istoriato, con un ricco corredo gentilizio in oro e pietre che molto probabilmente sono appartenuti a una sepoltura femminile: si tratta infatti di anelli, collane in filigrana, pendenti con zaffiri e smeraldi. Dopo la perizia da parte dei funzionari della Soprintendenza per i Beni archeologici di Ostia antica e dopo il restauro il sarcofago sarà ospitato dal museo della Civiltà ostiense. Pietre e monili saranno sistemati all'interno dell'Antiquarium, tra tutte le collezioni di arte orafa dei principi dell'antichità.