La città ritrova una parte di se stessa. Rinasce la Certosa di San Cristoforo, eretta a fine Quattrocento da Biagio Rossetti, e protagonista, finora, di tante vicende che più sfortunate forse non si sarebbe potuto. Napoleone ne fa trasferire a Brera due delle maggiori tele, immense pale di Bastianino, e la sopprime. Riapre; però dove erano le celle dei frati, nasce il nuovo cimitero cittadino. Nel 1944, due bombe d'aereo la colpiscono e la sventrano. Solo negli Anni 50 riapre al culto unicamente la navata centrale: le altre, e le cappelle laterali, ormai spoglie, tamponate; ridotte a magazzini, così come l'abside. «Iniziamo il recupero negli Anni 80; ma non c'erano i fondi, tutto sospeso», racconta Andrea Malacarne, l'architetto che ha diretto i lavori. Nel 1996, il progetto di recupero; «poi, in pochi anni, tutto è stato fatto; perché siamo riusciti a mettere d'accordo ben dieci diverse istituzioni, statali e locali», dice Andrea Buzzoni, che dirige il settore Cultura del Comune. Manca solo il coro del Quattrocento: in restauro fino al 2008. L'interno ha ripreso l'elegante cromia originaria; nelle cappelle, ricollocate le 12 pale di Nicolo Roselli; e con loro, altre 119 opere d'arte che erano nella Pinacoteca, o finite nei magazzini. Anche le due immense pale portate via da Napoleone (che cretini: lasciate, e gettate in deposito, le immense, splendide ancone lignee che le incorniciavano). E' tornata anche una magnifica Dormitio Virginis di Niccolo Pisano. Tutti oggetti commissionati per questo luogo, che è rimasto spoglio e sbarrato per oltre 60 anni. Al suo posto perfino l'immenso ciborio ligneo del Cinquecento: quando è stato ricollocato, pochi mesi fa, un tale si è presentato dal sacerdote del cimitero (dietro, c'è quello ebraico dove riposa Giorgio Bassani), dicendo: «Poiché è tornato al suo posto, sa, io avevo in casa la porticina posteriore». Girando nel cimitero, si vede ancora il chiostro dei frati, nascosto dalle tombe: «Certo, che se una parte del cimitero venisse trasferita altrove, tutto potrebbe risorgere», dice Malacarne. O sogna? Però, la "Certosa ritrovata" è una gran bella storia, perfino di esemplare collaborazione tra tante istituzioni. E già questo è un sogno che s'è avverato. La Messa domenicale in tv, domani verrà trasmessa da qui.