PROGETTI La ristrutturazione diretta da Tadao Andò Tradizione e modernità, passato e futuro. Questo sarà la nuova Punta della Dogana secondo Tadao Ando, che ha presentato ieri a Venezia il suo progetto per il recupero dell'intera area che fronteggia Piazza San Marco: l'architetto giapponese conserverà le mura originali del quindicesimo secolo («l'unica parte innovativa saranno le porte») puntando però sull'inserimento di un «bellissimo» cemento armato («il materiale che meglio rappresenta il ventesimo secolo»). L'intervento di Ando caratterizzerà così lo spazio destinato ad ospitare la collezione permanente d'arte di Francois Pinault, già sbarcato in Laguna con l'acquisizione di Palazzo Grassi (dove il plastico del progetto sarà esposto). «Nelle mie intenzioni ha specificato Ando c'è anche la realizzazione di una struttura sulla superficie su cui collocare opere d'arte contemporanee». Budget previsto: tra 20 e 30 milioni di euro. Apertura: gennaio 2009. La nuova Punta di Pinault (che ha ottenuto una convenzione con il Comune per la gestione trentennale dell'area strappandola alla Guggenheim) diventerà «un punto di riferimento nel mondo, un luogo d'eccellenza» per le esposizioni di arte contemporanea («è prevista la realizzazione di mostre itineranti, ma la presentazione delle mie collezioni avverrà comunque solo a Venezia»). Una vocazione ribadita dal nuovo direttore di Palazzo Grassi, Monique Vcaute (che ha sostituito Jean-Jacques Aillagon chiamato dal presidente Sarkozy ad occuparsi della Reggia di Versailles) e dal sindaco di Venezia Massimo Cacciari. Che, oltre a ribadire il primato di Venezia («la città più importante del nostro Paese per la rappresentazione dell'arte contemporanea») ha ricordato l'accordo «esteso» tra istituzioni, associazioni, enti locali. Anche se, ha chiarito che «per superare gli ostacoli è fondamentale soprattutto avere grandi progetti». Dal Ponte di Calatrava alla Punta di Tadao Ando.